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Palmanova, furto in chiesa a Pasqua

Rubati in parrocchia tre calici e una pisside. Amareggiato l’arciprete Del Zotto

PALMANOVA. Un furto in chiesa, proprio nel giorno di Pasqua. E’ amareggiato Angelo Del Zotto, l’arciprete della parrocchia di Palmanova, per il fatto in sé, per le sue modalità, per il valore reale e affettivo dei pezzi rubati. Il tutto è accaduto nel pomeriggio di domenica. Ad accorgersi del furto è stato il sacrestano che ha notato alcuni dei paramenti liturgici utilizzati dal sacerdote fuori posto. Ha quindi aperto l’anta superiore del mobile del 1800 per riporli e ha notato l’assenza di alcuni calici e di una pisside (un vaso a forma di coppa con coperchio per contenere le ostie consacrate). I ladri si sono impossessati di tre calici: uno non ha un pregio particolare, uno è un bene personale di Del Zotto con un grande valore affettivo dal momento che gli è stato donato dalla nonna il giorno dell’ordinazione, il terzo è un pezzo prezioso dal punto di vista artistico. Si tratta infatti di un calice del 1800, in metallo dorato fuso e cesellato. Il calice è riccamente lavorato: alla base presenta tre personificazioni delle virtù teologali (la Fede con la croce e il calice in mano, la Speranza con l’ancora e la Carità con il cuore ardente); il nodo è decorato con teste di cherubini alati, mentre la sottocoppa intercala teste di cherubini con angeli a figura intera che recano i simboli della passione (lancia, croce e martello). Il calice solitamente viene usato nelle celebrazioni solenni e nelle feste religiose più importanti, come, appunto, la Pasqua. Era stato pertanto utilizzato quella mattina, alla celebrazione delle 11, e doveva essere nuovamente adoperato la sera.

Dopo la messa del mattino, invece di essere riposto nella cassaforte, era stato messo nell’armadio e il cancello della sacrestia chiuso a chiave. Il ladro o i ladri sono entrati utilizzando una chiave che solitamente è riposta in un luogo conosciuto agli operatori parrocchiali che hanno bisogno di entrare in sacrestia anche negli orari in cui il sacrestano non è presente. I ladri quindi, osservando forse i movimenti delle persone in chiesa, sono venuti a conoscenza dell’esistenza di quella chiave e se ne sono serviti per entrare in sacrestia. Hanno quindi richiuso a chiave il cancello, hanno rubato gli oggetti sacri e poi se ne sono andati utilizzando un’uscita posteriore, trovata aperta. «Credo – commenta l’arciprete- che cercassero dei soldi e, non avendoli trovati, abbiano preso i calici. Si tratta di oggetti sacri dorati. Quello più prezioso ha un certo valore artistico, ma non penso sia facilmente “piazzabile”. Non so quindi cosa possano

farsene i ladri di questi beni che forse hanno sottratto pensando fossero completamente d’oro». Da qui l’appello di Del Zotto, che ieri ha fatto denuncia ai Carabinieri di Palmanova, a restituirli alla Parrocchia della quale quegli oggetti raccontano un pezzo di storia.

Monica Del Mondo

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