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Siria, 90 tonnellate di aiuti pronte a partire via nave

Sta per lasciare il porto il nuovo carico stipato in un magazzino dell’Autoporto Rete di solidarietà partita da una pagina facebook con l’appoggio di Auxilia

Cinque tonnellate di medicinali. Centinaia di paia di scarpe. Decine di chili tra vestiti e coperte. E poi giocattoli e materiale scolastico: perché la vita è anche gioco e soprattutto istruzione. Gli aiuti umanitari raccolti ieri mattina nel magazzino 9 dell'Autoporto di Fernetti hanno raggiunto le 90 tonnellate di peso. Destinazione? I campi profughi della Siria. Obiettivo? Alleviare le difficoltà quotidiane di oltre 25mila persone alle prese con la guerra civile. «I container partiranno da Trieste via nave alla volta di Mersin, in Turchia. Poi il loro contenuto verrà svuotato e messo su camion che porteranno tutto il materiale via strada sino a raggiungere il territorio siriano».

Sebastiano Nino Fezza, pescarese, ex cineoperatore di guerra della Rai, racconta «il prodigio del volontariato», un volontariato che a Trieste ha trovato la sua base logistica naturale. Da una sua pagina facebook creata pochi mesi fa, Fezza ha dato il via a una rete nazionale della solidarietà in favore della popolazione siriana appoggiandosi alla onlus Auxilia, organismo internazionale presieduto dal medico triestino Massimiliano Fanni Canelles, impegnata e attiva nel reperimento e nell'invio di aiuti umanitari in contesti di emergenza. A Trieste Fezza ha trovato nella comunità islamica cittadina una serie di volontari provenienti da mezza Africa, Medio Oriente ed ex Jugoslavia che tramite la coordinatrice triestina Marta Vuch hanno permesso che negli ultimi mesi partissero da Fernetti già otto convogli pieni di generi di prima necessità. E ieri volontari provenienti da Kosovo, Tunisia, Togo, Giordania e anche Siria hanno riempito i due container di beni materiali raccolti da tutta Italia grazie a un prezioso trasporto a costo zero reso possibile dalla rete creata ad hoc da Auxilia.

La capacità della onlus regionale, riconosciuta anche in ambito istituzionale, è proprio questa: la determinazione, l'organizzazione e l'affidabilità nel raggiungimento di obiettivi complessi in contesti di sottosviluppo ed emergenza. I primi convogli umanitari sono arrivati sempre a destinazione. «Chi affida un bene o chi elargisce un contributo economico all'associazione può star sicuro che ogni centesimo verrà speso nel modo più opportuno e che tutto verrà documentato nel dettaglio, senza lasciare nulla al caso: i bilanci sono pubblici, massima trasparenza e massima operatività», garantisce Fezza.

Fernetti è il centro di una macchina organizzativa perfettamente oliata. «Ringraziamo chi ci aiuta e Trieste che ci ospita: io che

di guerre ne ho viste so quanto necessari saranno questi aiuti, tanto le medicine, quanto i quaderni e le penne. In Siria c'è bisogno di aiuto. Ma soprattutto c'è voglia di tornare a vivere, andando a scuola, oppure giocando per strada senza il timore di dover morire».

Riccardo Tosques

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