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Una villa romana emerge nel centro di Pola

Confermata la presenza di abitazioni anche fuori dalle antiche mura. Mosaici e reperti trasferiti al Museo archeologico

POLA. Ormai è risaputo che a ogni picconata in centro città saltano fuori resti archeologici che spesso fanno andare per le lunghe i lavori alle varie infrastrutture.

Questa volta durante gli scavi per la ricostruzione della rete del gas sono venuti alla luce reperti a testimonianza che nei tempi antichi c'era vita anche al di fuori delle mura cittadine.

Le prime indicazioni in tal senso spiega Ida Koncani Uhac a capo del team di archeologi,erano emerse dalle documentazioni risalenti agli anni '30 dello scorso secolo, quando in questo punto della città vennero costruiti l'edificio dell'agenzia finanziaria Fina (all'epoca la Banca d'Italia) e la vecchia autostazione. Non si disponeva però di prove cartografiche per cui era difficile immaginare cosa ci fosse sottoterra.

Ora prosegue l'archeologa abbiamo trovato i resti di una villa romana, per la precisione le fondamenta dei muri che sostenevano un arco architettonico e la pavimentazione con magnifici mosaici. Uno di questi continua la spiegazione, è realizzato in tasselli di ceramica ed ha la forma di spina di pesce. Il pavimento di un'altra stanza della villa invece è ricoperto da un mosaico di tasselli scuri.

A questo punto viene da chiedersi se si assisterà all'ennesima battaglia tra archeologi e maestranze edili come solitamente avviene in casi del genere. Niente di tutto ciò. I lavori di ordine tecnico non subiranno rallentamenti. Gli archeologi hanno già provveduto alla documentazione fotografica dei reperti che quindi verranno rimossi e trasferiti al Museo archeologico dell'Istria.

Tale operazione dovrebbe venir portata a termine nell'arco di pochissimi giorni. Pertanto non si ripeterà la situazione in via Flaccio, dove il ritrovamento dei resti della chiglia di due imbarcazioni romane hanno fatto rinviare di circa un anno la posa del collettore fognario costiero.

I resti estratti dalla melma l'estate scorsa ora si trovano nel vicino cantiere navalmeccanico Scoglio Olivi, per la precisione in una piscina per il trattamento di desalinizzazione che durerà due anni, poi ce ne vorranno altrettanti per il restauro.

Il ritrovamento come ha spiegato il direttore del Museo archeologico dell'Istria Darko Komso, è preziosissimo al fine della conoscenza anche della carpenteria

navale antica.

Le due navi, infatti, furono costruite con la tecnica della cucitura, dunque tutto legno e spagno senza l’impiego di chiodi o altre parti metalliche. Una tecnica usata all’epoca solo nell’Alto Adriatico.

(p.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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