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Troppi richiedenti asilo: ipotesi Nazareno

Don De Nadai: «Rischia di diventare il secondo Cara». La viceprefetto Allegretto: «Stiamo valutando diverse soluzioni». L’assessore Ilaria Cecot: «Probabile il rinnovo della convenzione con l’hotel Internazionale»

Gorizia potrebbe ospitare il secondo Cara, il Centro di accoglienza per i richiedenti asilo.

A “svelare” questa possibilità è don Alberto De Nadai, garante del carcere di Gorizia e del Cara e del Cie di Gradisca d’Isonzo. Si rifà a un recente incontro del tavolo dell’Emergenza freddo in cui si è parlato diffusamente dei 48 stranieri in lista d’attesa per il Cara e oggi ospitati all’hotel Internazionale di via Trieste. La convenzione sta per scadere e «stiamo lavorando - scrive De Nadai - per arrivare a un protocollo d’intesa tra Prefettura e volontariato per definire ruoli, tempi, modalità d’intervento anche per quegli “invisibili” presenti sul territorio e che attendono l’accesso al Cara. Non è più possibile che i volontari ci debbano rimettere di tasca propria per l’accoglienza di questi immigrati prima che lo Stato intervenga». All’incontro ha preso parte il prefetto Vittorio Zappalorto, oltre (fra gli altri) la vicepresidente della Provincia Mara Cernic, l’assessore Ilaria Cecot, la Caritas, il sindaco di Sagrado Elisabetta Pian. «Il Ministero, nell’ultima circolare, suggerisce alcune cose ben precise, tra cui quella di non convogliare gli immigrati tutti assieme in alberghi. La struttura del Nazareno di via Brigata Pavia - rivela don De Nadai - dovrebbe accogliere i 48 ospiti dell’hotel di via Trieste alla scadenza del contratto: diventerà il secondo Cara in provincia? Diventerà il secondo Cara istituzionale in provincia? Siamo ancora nell’emergenza dove non si riesce a soddisfare le esigenze di accompagnamento, di socializzazione, di vita sociale. Tutto è fermo. E l’emergenza ha la sua scadenza. Il protocollo con la Prefettura e la Provincia è stato fatto per coordinare il lavoro delle associazioni di volontariato impegnate per gli ospiti dell’hotel. Oggi parlare di immigrazione non è più un tabù. La Caritas in questi due anni ha accolto 1700 persone - scrive don De Nadai -. Allora non si può più parlare di emergenza. Offrire il solo dormitorio ai flussi migratori non è quell’accoglienza che noi intendiamo; noi parliamo anche di inserimento e di stare e vivere tra la gente. C’è da affrontare anche la questione economica: i 30 euro della Prefettura servono tutti per pagare l’hotel, il resto è sulle tasche del volontariato. Se va in porto l’azione per il Nazareno sarebbe opportuno creare uno spazio per la salute di quelle persone che vivono sulla strada: spazio che potremmo chiamare “Foresteria sanitaria”. E, per le persone che vivono sulla strada, il Tavolo sta progettando di aprire uno spazio nella canonica della parrocchia del Santo Spirito di Gradisca».

Ma sia la Prefettura che la Provincia “frenano” sulla possibilità che il Narazeno possa diventare un secondo Cara. Il viceprefetto vicario Gloria Allegretto sottolinea che si stanno valutando diverse soluzioni. «Stiamo cercando di capire se ci sono strutture idonee ad ospitare queste persone: proprio per questo, abbiamo coinvolto anche i sindaci dei Comuni isontini. L’obiettivo è di trovare soluzioni adeguate. Francamente, non è stata presa alcuna decisione relativamente al Nazareno. Potrebbe anche essere che venga rinnovata la convenzione con l’hotel Internazionale».

E non si discosta di molto l’analisi di Ilaria Cecot, assessore provinciale. «Nessuna decisione è stata ancora presa, tantomeno che riguardi il Nazareno. Stiamo discutendo e ci stiamo confrontando fattivamente con tutti gli enti. La via più probabile è il rinnovo della convenzione con l’Internazionale. Semmai, il discorso da fare è a monte: ci piacerebbe che venissero regolarmentati

questi flussi perché non possiamo permetterci di moltiplicare le strutture come il Cara». E si tratta di un ragionamento che diventa ancor più importante se consideriamo che a farlo è un’esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà e non un leghista duro e puro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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