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Gorizia, i sessant’anni della scuola di musica Komel

Due celebrazioni: il 60° anno di attività didattica del centro sloveno di educazione musicale Emil Komel e un commosso ricordo di Silvan Kerševan. A dar vita a un appuntamento che ha testimoniato l’af...

Due celebrazioni: il 60° anno di attività didattica del centro sloveno di educazione musicale Emil Komel e un commosso ricordo di Silvan Kerševan. A dar vita a un appuntamento che ha testimoniato l’affetto di Gorizia, o, meglio, di una sua parte, all’istituzione e a colui che ne ha indelebilmente segnato la storia, almeno quella più recente. Prima che del Kulturni center Lojze Bratuž si aprissero le porte della sala maggiore, l’esibizione nel suo atrio - vogliamo chiamarlo foyer? - dell’ensemble di arpe (docente Tatiana Donis) e del gruppo di danza della scuola (docente Mirjam Špacapan) aveva costretto molti, da tanti che erano, a starsene fuori. Quindi, la sala maggiore a gremirsi per un appuntamento che, trattandosi del Komel e di una sua carismatica figura, non poteva non essere musicale: “A Silvan con amore” il suo titolo. Mara Cernic, vicepresidente della Provincia, ma, nell’occasione, soprattutto presidente della scuola, della scuola ha brevemente ripercorso la storia e raccontato l’attività, inserendo di Kerševan ricordi senza mai scadere nella retorica, merito non da poco. E ciò mentre, sul fondale, ne venivano proiettate immagini, un po’ come quelle anche dei suoi allievi affisse alle pareti del Bratuž. Naturalmente, sul palco del Kulturni center non potevano non essere invitati a esibirsi docenti e allievi del Komel. Ecco, allora, impegnate la piccola orchestra d’archi (diretta da Noemi Cristiani, con la partecipazione di Peter Soban e Tine Lestan), e, ancor più, l’orchestra per così dir maggiore della scuola. Quest’ultima, diretta da Luigi Pistore, ha proposto pagine dall’Orfeo ed Euridice di Gluck (e qui va almeno citata la presenza del flautista Fabio Devetak e del mezzosoprano Martina Kocina) nonché elaborazioni di Patrick Quaggiato con il coro giovanile Emil Komel (istruito da David Bandelj) e il coro a voci bianche e giovanile Veseljaki (istruito da Lucija Lavrencic). Ancora un appassionato ricordo di Kerševan da parte della direttrice del Komel, Alessandra Schettino, che non ha mancato di evidenziare i punti di forza della scuola, ha preceduto l’assegnazione delle borse di studio, rese possibili dal fondo Silvan Kerševan, che, annunciate da Sanja Vogric, sono andate a Giuseppe Guarrera, Elisa Gerolimetto, Jakob Murovec, Martina Kocina. Il finale, almeno quello nella sala maggiore, ha visto due pianoforti sul palco con due pianisti per ciascuno: Sijavuš Gadjiev e Giuseppe Guarrera

da una parte, Alexander Gadjiev e Neva Klanjšcek dall’altra, sugli scudi in Dvorák, Brahms e Rossini con Brahms bissato, e, al pari degli altri due, subissato dagli applausi. Brindisi e saggio nell’adiacente palestra degli allievi della scuola hanno concluso il tutto.

Alex Pessotto

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