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Porto Vecchio, Venezia chiede un terminal crociere

«Entro febbraio - annuncia Sinigaglia - il bando per le nuove concessioni» Una cinquantina le manifestazioni di interesse dopo l’avviso dell’anno scorso

«A breve, certamente prima della fine di febbraio sarà emesso il nuovo bando per il Porto Vecchio.» L’annuncio arriva dal segretario generale facente funzioni dell’Autorità portuale Walter Sinigaglia che precisa anche che «è la presidente a voler imprimere un’accelerazione a tutta la procedura anche se la predisposizione del bando è un’operazione estremamente delicata dal momento che si tratta di tener conto di errori passati e dalla sentenza del Tar in merito al ricorso di Porticittà.»

Frattanto finalmente emerge da altre fonti la lista di quelle che erano state le risposte all’avviso esplorativo per manifestazioni d’interesse in Porto Vecchio che l’Authority aveva emanato ancora il 20 maggio e i cui termini scadevano il 23 luglio 2013. Si apprende così, tra l’altro che Jesa industrial ltd, una service company di Hong-Kong specializzata in start-up intende sviluppare il Punto franco vecchio in cinque filoni strategici: duty-free e-commerce, intrattenimento, registro navale, centro finanziario off-shore, polo logistico. Ma di estremo rilievo appare anche la proposta avanzata da Venice terminal passeggeri che del resto in obiettivo avrebbe anche l’acquisizione di alcune quote di Ttp. Apparentemente la manifestazione d’interesse presentata va in concorerenza con Ttp. Si propone infatti la realizzazione di un piccolo terminal crociere per navi di lusso, attività di autostrade del mare, attività di retail nel campo della diportistica oltre a un porto turistico, strutture ricettive, un incubatore di smart city, un centro di alta formazione in materia di infrastrutture e trasporti. Tutto questo al Molo Terzo e nel bacino tra il Molo Terzo e l’Adriaterminal. Vtp è in joint venture con Abb, Carena costruzioni, Holcim Italia e Ideal service. La realizzazione e gestione di una marina per megayacht è quanto propone Fincantieri che chiede una darsena e aree circostanti però non meglio qualificate. La Camera di commercio intende realizzare al Molo Terzo un porto turistico e spazi espositivi e scientifici connessi al Parco del mare. L’Irci chiede di realizzare al Magazzino 26 il Museo delle masserizie degli esuli, quelle che attualmente sono depositate al famoso Magazzino 18. Sia l’Istituto di Cultura marittimo portuale che la Francesco Parisi chiedono, ma separatamente, la palazzina numero 5 per insediarvi la sede della “Diplomazia del mare”. Il Ministero dei Beni culturali punta al Magazzino 10 per attività inerenti al Polo archivistico regionale (deposito di materiali archeologici, storico-artistici e relativi laboratori di restauro). Ma lo stesso Istituto di cultuira marittimo-portuale chiede anche di mantenere le attuali attività e di estenderle tra l’altro anche nel Magazzino più grande, il 26 con attività culturali, espositive e di formazione. Nel Magazzino 27 intenderebbe collocare il sommergibile Fecia di Cossato. Il Club dei 20 all’ora pensa invece a un Museo dei motori al Magazzino 19. La Best vuole un’area di 500 metri quadrati per la produzione di gruppi elettrogeni marini e macchinari per la produzione di energia elettrica. La Mhk consulting propone in un’area di 10 o 12mila metri quadrati strutture per commercio al minuto e attività artigianali con annesso parcheggio. La Fondazione Bio Architettura pensa a una summer school per recupero e riutilizzzo del patrimonio

edilizio. La R.P. Consulting di Umberto Zio manifesta un interesse generale sul Porto Vecchio da parte di investitori stranieri. La Sea service vorrebbe spazi per la nautica e la cantieristica da diporto. Complessivamente le risposte all’avviso sono state una cinquantina.

Silvio Maranzana

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