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Porto di Trieste, "disponibile" la banchina di Servola

L'Authority portuale pronta alla cessione, nonostante sia in corso la trattativa con Arvedi: anche l’area a mare della Ferriera è stata inserita in una lunga lista di beni liberi per i quali si attendono istanze

Tutta l’area a mare del comprensorio della Ferriera di Servola: banchina e zona immediatamente retrostante per una superficie complessiva di 342mila 993 metri quadrati, è “disponibile” a partire dalla data del 30 aprile 2014. Lo si evince dal sito web dell’Autorità portuale che ha pubblicato un avviso con un lungo elenco dei “principali beni demaniali e patrimoniali disponibili”. Il 12 dicembre il Comitato portuale aveva rinnovato la concessione alla Servola spa, che scadeva a fine 2013, in via provvisoria per quattro mesi, «in attesa - aveva specificato una nota dell’Authority - che si completi l’iter istruttorio per una concessione a più largo respiro.» Il riferimento sembrava essere in relazione all’interessamento del Gruppo Arvedi a tutta l’area attualmente occupata dalla Lucchini con attenzione molto forte proprio sulla banchina. Cosa potrebbe ora accadere se altri soggetti, come richiesto dall’Autorità portuale, formuleranno istanze proprio su quest’area? È possibile che l’Accordo di programma, in queste e nelle prossime settimane oggetto di forti discussioni a Roma, ricomprenda anche questa zona, la sottragga alla giurisdizione diretta dell’Autorità portuale e della sua presidente Marina Monassi e la includa nel comprensorio previsto dalla legge sulle aree di crisi industriale complessa dove avrà pieni poteri il commissario straordinario Debora Serracchiani.

Ma l’elenco di edifici e aree che l’Authority può dare in concessione è molto lungo e tutti gli altri sono già a disposizione, dal primo gennaio di quest’anno. Nella zona delle Rive si attendono istanze per gli edifici di corso Cavour 2/2 e dell’ex Geofisico di riva Ottaviano Augusto che sono beni demaniali con spazi ad uso ufficio, e per l’edificio di corso Cavour 4 che fa invece parte del patrimonio. A Muggia sono parzialmente disponibili un edificio sul molo Colombo e quello dell’ex Polizia municipale di via Garibaldi 6 dove vi sono box adibiti a deposito di attrezzature da pesca. In Porto nuovo sono liberi i Magazzini 57 e 60 con spazi a uso di deposito per merci varie non pericolose, l’edificio a più piani dell’ex Compagnia portuale dove vi sono spazi a uso ufficio e spogliatoio e l’edificio dell’ex Officina edile (uffici e depositi merci varie non pericolose), quello addossato al Magazzino 53, quello dell’ex tabacchino oltre al fabbricato dell’ex pesa a ponte 15, il deposito attrezzi della pesa a ponte 14 e parzialmente la tettoia addossata all’ex Officina edile. Tutti questi sono beni demaniali così come i magazzini 86 e 88 nell’area dell’ex Arsenale che sono parzialmente disponibili per deposito merci varie non pericolose. In quest’area si possono avanzare istanze anche per tre beni patrimoniali: gli edifici ex Colorando e ex Direzione cantiere San Marco che sono parzialmente disponibili e l’edificio ex Ariete totalmente disponibile. Per tornare all’area Scalo Legnami, contigua alla Ferriera, disponibili anche l’ex caserma della Guardia di finanza e i magazzini numero 30 e 49. Infine si attendono richieste per una lunga serie di beni patrimoniali nell’area di Prosecco, recentemente acquisita dall’Autorità portuale dove sono a disposizione una serie di stalle, depositi, tettoie ma anche una palazzina uffici e una palazzina archivio.

In uno spazio sotto la dizione Punto franco vecchio, l’Autorità portuale ha scritto: «Attendere specifico avviso». Dopo la risoluzione del contratto con Portocittà dalla Torre del Lloyd per quanto riguarda il Porto Vecchio non è più uscito alcun tipo di segnale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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