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Kyenge a Serracchiani: «Sì all’ampliamento del Cara di Gradisca»

Il ministro a Udine dopo la mancata visita alla struttura isontina: «Invierò una lettera in tal senso al governo». La governatrice del Fvg: «Importante che il Cie invece non riapra più»

«Mi farò carico di inviare una lettera al Consiglio dei ministri al rientro dalla mia visita per proporre l’ampliamento del Cara di Gradisca. Altri territori mi hanno chiesto un’analoga trasformazione dei Cara in centri di accoglienza per rispondere alle esigenze e concordo del tutto su questa opportunità». Lo ha affermato il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge nel corso dell’incontro avuto a Udine con la presidente della Regione Debora Serracchiani. Il ministro avrebbe dovuto visitare Gradisca ieri sera ma la tappa è saltata (tra il disappunto degli amministratori locali) a causa di “ritardi istituzionali”.

Serracchiani ha ricordato che la legge per l’immigrazione ha avuto un «percorso travagliato» in Friuli Venezia Giulia. «La giunta Illy aveva approvato una norma molto partecipata, uno dei primi esempi in Italia di creazione di una rete di volontariato - ha spiegato - la giunta di centrodestra l’ha abrogata e ora ci troviamo nella situazione di doverla riscrivere con una certa sollecitudine, tenendo conto delle mutate condizioni che si sono verificate in questi anni».

Netta la posizione della Regione su Cie e Cara di Gradisca. «Ho chiesto con forza di non riaprire il Cie - ha affermato Serracchiani - perchè non ci sono le condizioni minime di sicurezza e di vivibilità. Concordiamo con la proposta del senatore Manconi di ampliare il Cara, una struttura che funziona ma che è diventata di ridotte dimensioni per le attuali esigenze».

«Attendo quindi - ha aggiunto - dal Consiglio dei ministri un parere in merito visto che, vigente la legge Bossi-Fini, la decisione spetta al presidente, di concerto con il ministro dell’Interno». Il ministro Kyenge si è poi informato

dello stato delle politiche giovanili. «Il Friuli Venezia Giulia sarà la prima regione italiana a sperimentare Garanzia Giovani», ha fatto sapere Serracchiani riferendosi alla misura introdotta dal governo Letta per favorire l’inserimento dei giovani dai 15 ai 24 anni nel mondo del lavoro.

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