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A Gorizia chiude “Buonacquisto”

Affitto troppo elevato. Sino al 26 gennaio sconti su tutta la merce. Apprensione per i 14 dipendenti. L’assessore comunale Bellan: «Avevamo proposto alla proprietà sei sedi alternative»

Quei manifesti sono inequivocabili. Appiccicati alle porte d’ingresso del centro commerciale Smart, danno l’annuncio che in molti non avrebbero voluto leggere: il maxi-negozio Buonacquisto, nel quartiere di Sant’Andrea, chiude i battenti. “Sconto del 15% su tutta la merce fino al 26 gennaio per chiusura attività”, c’è scritto molto chiaramente. Sì, chi sperava che l’attività continuasse a tenere aperti i battenti è andato deluso. E a nulla sono valse le riunioni che hanno coinvolto anche l’amministrazione comunale per trovare soluzioni alternative. Della vicenda-Buonacquisto trattammo, la prima volta, il 21 settembre 2013. Voci sempre più insistenti, scrivemmo allora, parlano di una prossima chiusura del punto vendita: a dicembre, forse a gennaio 2014. Conferme (parziali) arrivarono dall’assessore comunale alle Attività economiche Arianna Bellan. «In effetti, la decisione della proprietà è quella di chiudere a causa dei costi gestionali troppo alti. Ma, come Comune, stiamo cercando delle soluzioni alternative: il negozio è apprezzato e ha saputo conquistarsi, negli anni, una buona fetta di clientela. Se riuscissimo ad individuare ampi spazi alternativi anche di metratura superiore, potrebbe essere che gli imprenditori ci ripensino. Noi faremo la nostra parte e non lasceremo nulla d’intentato», specificò l’esponente della giunta Romoli.

Ci furono diversi incontri in municipio, promossi dallo stesso assessore Bellan. L’intento? Trovare location alternative per il negozio, rimasto uno dei pochi punti-vendita della città di Gorizia ove trovare piccoli elettrodomestici, giochi per bambini, una fornitissima cancelleria scolastica e tutta una serie di prodotti che sono veramente difficili da reperire nella nostra città. «Alla fine, siamo riusciti ad individuare sei soluzioni diverse: capannoni e altri spazi dove, a nostro parere, Buonacquisto avrebbe potuto trovare la propria sede ideale - spiega oggi l’assessore Bellan -. A quanto mi risulta, ci sono stati anche dei sopralluoghi ma, evidentemente, non hanno avuto un seguito concreto, risolutivo. Peccato. L’amministrazione comunale, sin dal primo minuto, ha offerto il massimo della collaborazione per “salvare” quest’attività che era ed è un valore aggiunto per la nostra città. Confesso che la decisione di chiudere mi ha spiazzato. Ho contattato anche la proprietà per concordare un comunicato ufficiale da affidare alla stampa ma mi ha risposto che non è suo interesse rilasciare dichiarazioni».

Al di là dell’ennesimo impoverimento commerciale della nostra città, la chiusura di Buonacquisto rischia di avere conseguenze di natura occupazionale. Lì ci lavorano 14 persone, in larga parte donne. Che sarà di loro? Verranno assorbite al megastore di Remanzacco? O, per loro, si apriranno verosimilmente

le porte della mobilità? Prossimamente, sarebbe previsto un incontro tra la proprietà e le rappresentanze sindacali per valutare possibili azioni in merito. Intanto, una domanda sorge spontanea: perché le forze sociali non hanno ancora lanciato l’allarme?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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