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Sparirono 220mila euro da tre conti Promotore finanziario nei guai

Il pm Montrone chiede il rinvio a giudizio per Davide Krmac: quando operava per Fineco, si sarebbe procurato le password di alcuni suoi clienti effettuando così a loro insaputa bonifici a lui destinati

In nove mesi e mezzo, tra l’inizio di settembre del 2010 alla fine di giugno dell’anno dopo, dai conti correnti di tre clienti triestini di Fineco Bank, poi professatisi ignari, furono succhiati e travasati a piccole dosi, con una serie di bonifici via internet, 220mila euro. Tutti e tre avevano, proprio in Fineco, lo stesso promotore finanziario, intestatario di alcuni altri conti correnti dentro cui tali bonifici si erano conclusi dopo delle tappe intermedie, dopo dei depositi in ulteriori conti terzi. Quello che era il loro referente bancario si chiama Davide Krmac, ha 42 anni, è triestino pure lui e sul sito della Consob risulta destinatario di una delibera, datata 2012, di radiazione dall’Albo unico dei promotori finanziari.

Di recente il pm Pietro Montrone, a chiusura delle indagini a suo carico, ne ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per appropriazione indebita continuata con abuso d’ufficio e frode informatica. Ma pure per omessa dichiarazione dei redditi per gli anni in cui gli si contestano le ipotesi di reato precedenti: il 2010 e il 2011, appunto, per presunti 110mila euro di tasse evase. Ieri - al secondo piano di Foro Ulpiano, se ne sarebbe dovuta celebrare, davanti al Gup Luigi Dainotti, l’udienza preliminare, in cui lo stesso giudice avrebbe dovuto deciderne o meno proprio il rinvio a giudizio. E rinvio c’è stato. Di udienza, però. Se ne riparla il 12 febbraio, davanti al difensore di Krmac, Mario Reiner, e al rappresentante di uno dei tre suoi ex clienti che ha per ora deciso di costituirsi parte civile, Gianfranco carbone. Ieri, infatti, era l’ultimo dei tre giorni di sciopero nazionale degli avvocati penalisti. Tutti i processi, di fatto, sono scivolati più avanti.

Stando per intanto alle indagini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza coordinate dal pm Montrone, che hanno portato alla fine alla richiesta di rinvio a giudizio, l’ex promotore di Fineco Bank sarebbe riuscito a entrare in possesso delle password con cui coloro i quali all’epoca erano tre dei suoi clienti potevano compiere precise operazioni sul proprio conto in home banking, cioè comodamente davanti a un computer. Il fatto è che, sempre secondo l’accusa formulata in Procura, davanti al computer e dentro quei conti non c’erano solo i legittimi titolari dei conti stessi, ma anche il loro referente bancario. A uno di questi tre clienti, che ha querelato

Krmac, sarebbero stati sottratti oltre 167mila euro in nove diverse transazioni poi ulteriormente spezzettate, mentre il danno patito dagli altri due si aggira attorno ai 26mila euro a testa, frutto complessivamente di tre analoghe operazioni.

@PierRaub

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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