Menu

Arriva il procuratore Mastelloni

Il nuovo capo dell’ufficio giudiziario era in servizio a Venezia, l’insediamento previsto il 3 gennaio

La data è quella del 3 gennaio. Salvo ritardi dell’ultimo minuto, da quel giorno Carlo Mastelloni sarà ufficialmente il nuovo procuratore capo della Repubblica: è prevista infatti per la mattinata di venerdì al palazzo di Giustizia la breve cerimonia di insediamento. Mastelloni subentra a Michele Dalla Costa, attualmente procuratore capo a Treviso. In questi ultimi sei mesi l’ufficio è stato diretto dal sostituto Federico Frezza in veste di “facente funzioni”.

Interpellato al telefono il nuovo procuratore ieri mattina non ha voluto fare dichiarazioni e nemmeno confermare la data di insediamento a Trieste. Certo è che in questi ultimi mesi Mastelloni è venuto comunque più volte in Tribunale per incontrarsi con i sostituti e con altri colleghi. Una serie di colloqui effettuati allo scopo di avere un quadro il più possibile preciso della situazione dell’importante ufficio del palazzo di Giustizia.

La nomina del procuratore è stata votata all’unanimità dal plenum del Csm nello scorso settembre. I giudici di palazzo dei Marescialli non hanno tenuto in considerazione soltanto la cosiddetta regola dell’anzianità professionale o di ruolo, ma nell’ambito della procedura che ha portato alla votazione unanime hanno soppesato anche esperienze individuali che potessero risultare particolarmente adeguate alla complessa macchina giudiziaria della Procura di Trieste: una macchina di cui fa parte anche la Direzione distrettuale antimafia.

Carlo Mastelloni, che è stato “aggiunto” alla Procura di Venezia, è di origine napoletana ma non ha mai fatto mistero di avere un debole per Trieste. Prova ne è il fatto che proprio in questa città il nuovo procuratore capo ha ambientato il suo libro “Il filo del male” (Marsilio 2010) scritto a quattro mani con il docente Francesco Fiorentino. Il libro è ambientato nella Trieste del 1958 e tocca da vicino i motivi ricorrenti della storia politica italiana, in particolare le connessioni tra le stanze del potere e l’azione dei servizi segreti. Argomenti che restano di attualità.

Il nome di Mastelloni è abbinato all'inchiesta (che porta la data del 1996) sulle armi e sui finanziamenti del Governo italiano alle organizzazioni che si occupavano di tutelare la presenza della nazione nell’allora Territorio libero di Trieste. Il magistrato se ne è occupato nell'ambito dell’inchiesta su “Argo 16”, l’aereo dei nostri servizi segreti misteriosamente precipitato a Tessera.

Mastelloni ha per primo scoperto l'esistenza di Gladio entrando negli archivi segreti del Viminale e attraversando con le sue inchieste tutto lo spettro del terrorismo. Nel lontano 1986 ha scoperto l'esistenza del “lodo Moro”, l'accordo politico-diplomatico segreto che garantiva ai gruppi palestinesi, Fplp compreso (ala marxista), di godere di un “occhio di riguardo” in Italia, trasporto di esplosivo compreso.

Quanto a Trieste, Mastelloni ha affrontato anche i collegamenti con l'attentato compiuto la notte tra il 15 e il 16 settembre 2001 contro la sede dell’Iniziativa centroeuropea, in via Genova. In quella

data una bomba rudimentale fabbricata assemblando una busta di plastica piena di benzina, silicone e un timer come quelli quelli dei forni da cucina provocò un’esplosione che mandò in frantumi i vetri di una finestra, annerì il muro e danneggiò un’auto in sosta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro