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L’italiano risale in sella E le bici sorpassano le auto

Ormai ce ne sono in giro 14 milioni per effetto della crisi e del caro benzina Nel 2012, dopo cinquant’anni, le vendite hanno superato quelle delle vetture

TRIESTE. È incominciato tutto col ritorno alla cucina tradizionale e al focolare domestico. Addio agli happy hour e vai con le minestre della nonna. Si è passati poi al recupero dei mobili vintage (oggi si parla di modernariato) per mascherare l’impossibilità di molti di far fronte a certe spese. E non parliamo della vacanze last minute a prezzi stracciati, unica maniera di dimostrare che le ferie non ve le siete passate a Barcola Beach, ma in qualche posto semi-esotico. Vari aspetti della medesima crisi.

E la lista potrebbe continuare. Anzi, continua, perchè la solita statistica sancisce adesso che le biciclette sono ormai utilizzate da 14 milioni di italiani e per ben 5 milioni rappresentano un mezzo di trasporto sostitutivo dell’automobile, utilizzato almeno 3 o 4 volte a settimana.

Il dato, rapportato alla città, Trieste, che ha la più alta concentrazione di due ruote a motore del Triveneto fa relativamente impressione. Ma è anche vero che pure qui, come confermano alcuni rivenditori del centro, la bicicletta ha marcato recentemente un discreto aumento nelle vendite. Nonostante, si badi bene, la conformazione cittadina, tutta discese ardite e risalite che impongono polpaccioni allenatissimi.

In zone meno impegnative, comunque, le due ruote ormai non sono solo l'hobby della domenica, ma sempre più spesso vengono utilizzate per andare a lavoro, in palestra, a fare spesa. Lo dimostra il numero dei ciclisti urbani, triplicato negli ultimi anni: nel 2001 erano il 2,9%, oggi sono il 9% della popolazione. Un vero e proprio boom, certificato dalle vendite. Nel 2012, complice il caro carburanti, per la prima volta da 48 anni, il numero di biciclette vendute, 1.748.000, ha superato quello delle auto, solo 1.450.000. «Ci andrei piano, però, con certi dati - ammonisce l’udinese Marino Rossi, dell’omonimo negozio - anche se è vero chel’utilizzzo della bici, e contestualmente il numero dei furti, è aumentato. Ho un negozio tecnico ma la crisi si è fatta sentire anche da noi. Vero è, invece, che è aumentata la vendita dei supermercati, dove la gente si accontenta di spendere 80 euro per un mezzo... Del resto, con la benzina a 2 euro e la crisi, la gente deve pur muoversi in qualche maniera...»

Il problema vero è che il fenomeno non si accompagna alla creazione di altrettante strutture stradali adeguate. Manca ancora una mobilità pensata per rendere più facile la vita a chi vuole spostarsi sulle due ruote. «Questo è il momento di lanciare politiche di sostegno per chi va in bici. L'Italia è pronta per una ciclorivoluzione e la politica ha il compito di dare risposte concrete a questa forte domanda di mobilità alternativa», ha spiegato il sottosegretario ai Trasporti Erasmo D'Angelis, con delega alla sicurezza stradale e alla riforma del Codice della Strada, presentando i mondiali di ciclismo in programma in Toscana dal 22 al 29 settembre.

A essere rivista, sostiene, deve essere anche la normativa sulle piste ciclabili, di qui «l'intenzione di creare un tavolo di lavoro cui siederanno Anci, ministero e associazioni, per intervenire quanto prima». Quindi la promessa: «metteremo gli italiani nelle condizioni di usare la bicicletta come mezzo di trasporto urbano, è questo il vero cambiamento culturale». Il Parlamento ha infatti avviato il dibattito sulla riforma del Codice della strada che, annuncia D'Angelis, «andrà nel direzione della tutela degli utenti deboli, ovvero ciclisti e pedoni», e «potrebbe esser pronto già per l’inizio del prossimo anno».

I ciclisti, da parte

loro chiedono anche più sicurezza. Ogni anno, secondo i dati della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, i morti su strada sono quasi 4000, di questi 280 sono ciclisti, 590 i pedoni. Il numero delle vittime, negli ultimi anni, è diminuito ma resta alto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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