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Mostra a Pieris sui fasti del “Vetturino”

La storica locanda famosa nel dopoguerra in tutta Italia celebrata nell’ambito della Festa dello sport

SAN CANZIAN D’ISONZO. La Festa dello sport di Pieris debutta sabato, alle 18, con un evento dedicato alla storia del paese che per quasi un secolo e mezzo è passata dentro le mura della locanda Al Vetturino.

Proprio all'attività fondata nel 1850 come modesto spaccio di vini da Antonio Cosolo, detto Toni Bevilacqua, e divenuta poi nella seconda metà del secolo scorso un ristorante di fama nazionale che ai suoi tavoli accolse Johnny Dorelli e Catherine Spak, Nino Benvenuti e Gino Bartali è dedicata la mostra realizzata dall'Ecomuseo Territori del Consorzio culturale del Monfalconese grazie alla ricerca effettuata da Cesare Zorzin, presidente del Pattinaggio Pieris e cultore di storia locale.

«Il mio lavoro era già impostato - spiega Zorzin - e quindi ho pensato di offrirlo alla comunità grazie alla preziosa e indispensabile collaborazione del Consorzio culturale e di Flavia, figlia di Mario che nel secondo dopoguerra rese il Vetturino un locale conosciuto in tutta Italia».

E, di fatto, già nel 1938 nel locale proponeva una coppa semifreddo chiamata "tiremesu", dalla ricetta segreta ancora gelosamente custodita da Flavia, ben prima, quindi, che il dolce facesse la sua comparsa ufficiale, negli anni '60, in Veneto.

La storia del Vetturino è di fatto la storia di una famiglia e di un territorio, prima austriaco e poi italiano, come raccontano bene anche con le immagini i pannelli realizzati dal Ccm per la mostra. Antonio apre lo spaccio di vini nella casa paterna nel 1850, dopo essersi fatto una piccola fortuna con affari indovinati: la gestione del trasporto della posta a Trieste, Gorizia, Venezia e oltre e, dopo averla vinta all'asta, quella del ponte di legno di Pieris.

Assieme a Pietro Clemente e Giacomo Cosolo si può quindi permettere di acquistare il patrimonio fondiario della famiglia de Claricini, già proprietà dei veneziani Settimini. Acceso patriota, austriaco, Antonio promuove la sottoscrizione per la realizzazione della statua dedicata a Elisabetta d'Austria, mentre Mario, l'ultimo gestore diretto del Vetturino della famiglia Cosolo, è impegnato su un altro fronte, quello della Resistenza con cui collabora durante la seconda guerra mondiale. «La fortuna del locale è legata alla realizzazione e al passaggio della linea ferroviaria

- racconta Zorzin - e poi alla capacità imprenditoriale di Mario Cosolo».

La gestione affidata "all'esterno" regge infatti dal '77 al 1990, quando i fasti del passato diventano solo un ricordo e la vecchia costruzione lascia il passo alla casa di riposo di Pieris.

Laura Blasich

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