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A rischio 25 negozi ex Schleker

La nuova proprietà annuncia tagli. Licenziamento in vista per 70 addetti in Fvg

TRIESTE. Nuova “stangata” in vista per gli ex negozi Schleker, oggi Dayli, che, in Friuli Venezia Giulia, contano ottantatre punti vendita. La doccia fredda - l’ultima in ordine di tempo, nell’arco di mesi già particolarmente difficili per i dipendenti - è arrivata ieri da Mestre. La nuova proprietà del gruppo ha annunciato la volontà di tagliare, a livello nazionale, novantanove negozi, lasciando a casa complessivamente 250 dipendenti. Una scure che si abbatte anche sul Friuli Venezia Giulia che – stando ai piani dell'azienda – dovrebbe rinunciare a 25 negozi Dayli (sugli 83 aperti) e a circa 70 dipendenti sugli attuali 200.

«Siamo molto preoccupati – commentano i referenti della partita, per la Fisascat Cisl, Elisa Miani e Diego Marini, ieri a Mestre assieme ai rappresentanti nazionali di categoria – per la volontà espressa». Da quanto riferiscono i due sindacalisti, l'azienda vorrebbe richiedere per gli esuberi la cassa integrazione, senza tuttavia procedere al pagamento delle anticipazioni, in modo da convertire la somma così risparmiata – si parla di circa 500mila euro al mese – sugli altri punti vendita e così rilanciarli. «Rispetto a questo passaggio – esortano Elisa Miani e Diego Marini – chiediamo però precise garanzie: non vorremmo mai che con questa somma in tasca, l'azienda poi decidesse di sfilarsi totalmente. Vogliamo – aggiungono – che ci venga presentato un preciso piano di ristrutturazione». Intanto, da lunedì si aprirà, a livello nazionale ed anche in Friuli Venezia Giulia, lo stato di agitazione, in attesa del prossimo incontro, già fissato, sempre a Mestre, per venerdì prossimo.


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