Quotidiani locali

«Le liste leghiste? Un annuncio di morte»

Visentin, “papà” del movimento in Friuli Venezia Giulia, non fa sconti: «Il partito è ormai finito»

TRIESTE. Nel 1990 fondò, in via D’Aronco a Udine, la prima sede del Carroccio in Fvg. Si è sempre detto, orgogliosamente, il «papà» della Lega Nord in regione. Oggi, invece, sembra partecipare al funerale di un partito «finito». Dice proprio così Roberto Visentin, deputato dal 1992 al 1994, senatore dal 1994 al 2001, storico padano regionale, segretario fino al 2000.

Che ne pensa di una Lega che si divide sulle liste?

La solita impressione. Manca un progetto. Ci sono ansie e paure. La Lega continua a essere diretta da persone che guardano al loro interesse.

Qualche nome?

Partiamo da Roberto Maroni. Uno che ha ottenuto quello che voleva e se ne strafrega di ciò che succede nel territorio. Tanto poi decide Milano.

C’è un uomo forte della Lega in grado di tutelare l’autonomia del movimento in Fvg?

Vorrei saperlo. Temo che ci dovremo rivolgere a “Chi l’ha visto”.

Claudio Violino, però, ha strappato la quarta legislatura. Non è che lo sottovaluta?

Sono convinto che la Lega può mettere in lista chiunque. Non cambia più di tanto: chi decide di votare padano non lo fa per le persone ma per l’idea.

Però Violino c’è ancora.

Evidentemente si è valutato che serviva un minimo di capacità direttiva. Ma le liste mi sembrano un annuncio di morte.

Del partito?

La Lega è finita.

Perché?

Non ha più un ruolo. Per metà l’ha ceduto ai grillini, per l’altra metà l’ha perso per non aver saputo restare sul territorio.

Si spieghi.

Bisogna capire quello che chiede la gente. La Lega non ha più saputo farlo. È andata a rimorchio di Tondo e del Pdl, ha difeso interessi di bottega, ha buttato via un patrimonio.

Deluso?

Intristito. La Lega è ormai emanazione del Pdl o di quello che rimane del Pdl.

Troppa nostalgia?

Sono entrato in Lega provenendo dal Movimento Friuli. Il punto di partenza era che destra e sinistra sono categorie superate dal tempo. Disastroso ricadere nelle differenze.

Come valuta lo scandalo rimborsi con la Lega non poco coinvolta?

Non voglio giustificare, ma la colpa è di tutti e risale all’era Illy. Non avendo il coraggio di aumentare gli stipendi, si è trovato l’escamotage dei finanziamenti ai gruppi. Ridicolo, oggi, accusare i grillini di demagogia.

Eppure, a partire da Ballaman, la Lega si è distinta più di altri.

Due pesi e due misure. Prima di Ballaman c’era un lungo elenco di misfatti.

Che ne pensa di Pittoni, “silurato” alle politiche ma capolista a Udine?

Era legato a Calderoli, ma è finita un’epoca. È capolista ma non so se basterà. I voti li ha Violino.

E il segretario Piasente?

Mi è simpatico. Facesse il segretario, sarei felice.

Per chi voterà?

Non per la Lega. (m.b.)

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia Il Piccolo
e ascolta la musica con Deezer.3 Mesi a soli 19,99€

ATTIVA Prima Pagina
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.