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Indagine-rimborsi: al mare e in montagna a spese dei contribuenti

Week end a Rovigno e a San Cassiano tra i rimborsi di Pdl e Carroccio. Due nuovi indagati nella Lega: Razzini e Picco. Martedì capigruppo dal pm

TRIESTE. Il vaso di Pandora delle spese “allegre” dei consiglieri regionali è stato scoperchiato. La lista praticamente infinita di acquisti poco o per nulla attinenti all’attività politica accompagnati dall’indicazione dei rispettivi autori - lista compilata dai finanzieri su incarico del pm Federico Frezza -, è diventata parte integrante dei capi di imputazione. Ma, ancorché lunghissima, è assolutamente «provvisoria». Nell’informazione di garanzia per peculato, notificata l’altro pomeriggio in Regione ai capigruppo di Pdl e Lega, Daniele Galasso e Danilo Narduzzi, e all’ex capogruppo Pd ora passato nel Misto Gianfranco Moretton, il pm Frezza precisa infatti che in futuro le imputazioni potrebbero addirittura venire ampliate prendendo a riferimento non solo le spese di piccola entità, ma anche i budget previsti per i viaggi definiti istituzionali, ma in realtà più simili a vacanze da sogno in giro per il mondo. Vacanze pagate con i soldi dei contribuenti del Friuli Venezia Giulia.

Convocazioni in Procura

Intanto a breve scatterà la fase degli interrogatori. Il leghista Narduzzi sarà sentito dal pm martedì e due giorni dopo e cioè giovedì, toccherà a Moretton e Galasso. Come capigruppo i tre sono accusati di essersi appropriati della somma mensile di 2mila 200 euro destinata a ognuno dei singoli consiglieri «senza pretendere o imporre alcuna condizione per l’impiego alcun vincolo di destinazione». Per dirla in modo semplice: per aver dato liberamente i soldi pubblici ai consiglieri che li chiedevano senza effettuare i dovuti controlli. E pertanto aver accettato senza batter ciglio qualsisi tipo di scontrino. Insomma, stando all’accusa, dei veri “uomini-bancomat”. In calce ai nomi dei capigruppo compare la lista di quelle che ironicamente si possono definire le “libere elargizioni pubbliche” riferite a ognuno dei diciotto (tanti sono, almeno in questa fase dell’inchiesta) consiglieri finiti sotto accusa da parte della procura per peculato. I loro nomi da una settimana sono iscritti nel registro degli indagati. E sono proprio quelli a quali si è riferito più volte il procuratore capo Michele Dalla Costa invitandoli, assieme al presidente della Regione, Renzo Tondo a chiedere «con sollecitudine» il certificato di iscrizione nel registro degli indagati prima della compilazione e della chiusura delle liste elettorali.

Pneumatici e sedie Ikea

Sono 19 le spese “pazze” riferite al consigliere goriziano Gaetano Valenti. Spiccano tra i tanti quattro scontrini un po’ particolari. Uno da 520 euro per l’acquisto di pneumatici emesso in data 21/12/2010. Il secondo da 226 euro riguarda il costo del tagliando dell’auto. Nello stesso giorno e cioè il 18 febbraio 2011, Valenti ha anche fatto la revisione (a spese della Regione) della stessa vettura: prezzo 64 euro e 70 centesimi, ed ha pure pagato (si fa per dire) il bollo. Nella lista attribuita al consigliere compare poi l’acquisto di due palmari IPhone: uno di colore bianco e l’altro nero. E in più l’acquisto di una fotocamera digitale (228 euro), oggetti di pelletteria (50 euro), una sedia all’Ikea e altri due pneumatici. Infine c’è il conto del pranzo di Natale 2011 con 8 commensali: prezzo 260 euro.

Hotel a San Cassiano e saune

Nella lista del Pdl spuntano poi le 15 felpe regalate a una squadra di calcio amatoriale (410 euro) da Paolo Santin, e parecchi scontrini riconducibilia Roberto Marin. Che, a quanto pare, ama molto la montagna tanto da andare a rappresentare il suo gruppo a San Cassiano pagando 399 euro di albergo per un incontro con gli imprenditori della Val Badia operanti a Grado. Sempre a spese di Marin, inoltre, ricevute da 104 euro rilasciate da una macelleria e 48 euro per capi di abbigliamento. Franco Baritussio (passato a La Destra) ama la sauna. Per questo il 18 febbraio 2011 è andato alle terme in Austria dove, per rilassarsi dalle fatiche dell’aula, ha rappresentato in piscina gli interessi della Regione. Prezzo del biglietto: 52 euro. Poi compare una spesa ancor più singolare: una notte all’albergo “Al Benvenuto” di Tolmezzo di proprietà di Renzo Tondo al costo di 50 euro.

Musei e cene a lume di candela

Antonio Pedicini invece ama l’arte. Tant’è che ha speso 24 euro per entrare il 5 febbraio 2011 al Centre Pompidou di Parigi. Ma non si è dimenticato di sostituire per 900 euro le gomme dell’auto. E quanto a relax o vacanze è andato in albergo a Rovigno: 250 euro. Ha poi speso 590 euro per acquistare fiori e altri 612 per sostituire le gomme della sua Chrysler. La lista del Pdl si conclude con Franco Dal Mas che, a spese del gruppo, ha speso 119 euro per un paio di scarpe e 67 per i ricambi delle pentole Lagostina e con Alessandro Colautti (un romanticone): 58 euro per la cena di San Valentino.

Shopping “anonimo” della Lega

Gli scontrini riferiti al Carroccio sono oltre 150. Ma senza autore. Non esiste - salvo due casi - una registrazione con nomi e cognomi. Certo è che si trova nella lista ogni genere di spese. Dalla termoidraulica (57 euro), alle calzature 44 euro). Dalle pelletterie (45 euro) alle confezioni per adulti 190 euro, ma non si capisce cosa siano. Poi ferramenta (51 euro), profumeria, il “famoso” seggiolino auto (79 euro), farmaci veterinari (32 euro), noleggio sci (19 euro), abbigliamento bambini (24 euro), carni (74 euro), cene di San Valentino (107 euro), articoli fotografici (30 euro). E ancora riparazioni di trattori agricoli (85 euro), materiale agrario (43 euro), vernici (92 euro), gioielli (168 euro), strumenti musicali (20 euro), e molitura cereali (33 euro). Per poi arrivare ai pop corn al cinema (3 euro), all’altrettanto “famoso” pettine croato (1 euro e 27 centesimi), lampadari (125 euro), tabacchi (40 euro), giocattoli (31 euro), prodotti caseari (50 euro), ingresso a Castelreggio (45 euro), casalinghi (27 euro), scarpe decolletè di marca (510 euro), vasi(66 euro), orologi Swatch (45 euro), videogames (285 euro), e pure il cenone di San Silvestro (520 euro).

Barba e capelli

Accanto a tanti consiglieri anonimi, compaiono due nomi. Il primo è quello del monfalconese Federico Razzini, che ha chiesto il rimborso delle sedute dal barbiere. Ogni volta ha pagato 17 euro per farsi tagliare i capelli. Un taglio evidentemente ben eseguito,

visto che Razzini l’ha ripetuto sei volte da gennaio a giugno 2011. Infine Enore Picco, che e si è recato per tre volte all’armeria di Villa Santina: il 26 febbraio 2011 ha speso 1030 e 145 euro, e altri 171 tre mesi. Spese pagate sempre con soldi pubblici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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