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Bonificato il vagone radioattivo

Fermato a Opicina il 27 dicembre, potrà ora ripartire verso Udine

È stato bonificato il vagone radioattivo giunto il 27 dicembre scorso nella stazione di Villa Opicina. Una lunga operazione, resa difficile dal vento che tirava in quelle ore sul Carso.La bonifica, supervisionata da tutti gli organi competenti, Arpa in testa, ha permesso di isolare l’elemento radioattivo dal materiale ferroso contenuto nel carro di provenienza ungherese.

Secondo alcune voci si sarebbe trattato di un piccolissimo ingranaggio di cobalto con cui in passato sarebbero stati prodotti gli orologi in Russia. Voci smentite dalla struttura operativa semplice (Sos) fisica ambientale dell’Arpa, la quale ha parlato piuttosto di una microsorgente radioattiva usata in campo medico e industriale: «Qualcosa di microscopico che dà origine a radiazioni e che non può assolutamente essere ricondotto all’ingranaggio di un orologio o comunque a un oggetto sagomato», ribatte la responsabile del compartimento ambientale dell’Arpa, Concettina Giovani.

Indipendentemente dalla natura dell'oggetto incriminato, l’importante è che il vagone sia bonificato: la microsorgente radioattiva è stata isolata e consegnata alla ditta autorizzata Campoverde, presente a tutta l’operazione. Dopo 20 giorni di stop forzato, il vagone (che era subito stato messo in sicurezza in un apposito binario della stazione ferroviaria di Villa Opicina) potrà proseguire la sua corsa verso il parco merci di Udine, dove era originariamente diretto.

Come detto, l’operazione è durata diverse ore. «Per trovare la microsorgente radioattiva – spiega Giovani - abbiamo impiegato delle ore, con le dovute precauzioni del caso e le divise bianche dei Ris, che per intenderci sono le tute previste dalla legge per non farsi contaminare. Prima con un “ragno” abbiamo prelevato e appoggiato tutto il materiale ferroso su un telo. Abbiamo agito secondo la prassi. Vedendo che dal cumulo di materiale non emergeva niente, mettevamo da parte il ferro già vagliato e ne tiravamo fuori altro dal carro. Alla

fine la particella incriminata era talmente piccola da essere rimasta sul fondo del vagone».

Con i tecnici dell’Arpa e la ditta incaricata dello smaltimento, hanno seguito l'operazione di bonifica anche vigili del fuoco, carabinieri e polizia ferroviaria. (el.pl.)

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