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Triestina, soldi dirottati all’estero Indagato il manager De Giorgis

Nell’inchiesta sull’epoca Fantinel anche l’ex giocatore e procuratore: almeno quattro milioni distratti dalle casse prima del crac con il meccanismo delle fatture gonfiate per la compravendita di calciatori

Almeno 4 milioni di euro. Un fiume di denaro destinato all’estero. Sono soldi usciti dalle casse della Triestina dell’epoca Fantinel e distratti prima del crac. Nei guai oltre all’ex presidente è ora finito Giorgio De Giorgis, 55 anni, ex giocatore alabardato ma soprattutto procuratore ovvero manager di calciatori, importanti ma anche di modesto livello. I finanzieri della Tributaria lo hanno raggiunto all’aeroporto di Verona. Gli hanno notificato un’informazione di garanzia del pm Federico Frezza in cui risulta che De Giorgis è ritenuto direttamente coinvolto in quelle che sono state definite dal pm come plurime uscite ingiustificate di denaro. E per le quali De Giorgis viene indicato come il percettore dei soldi usciti appunto senza motivo dalle casse della squadra alabardata.

Quei denari secondo il pm sono in realtà finiti all’estero. Soldi relativi a fatture pagate sull’unghia dalla Triestina, relative alle competenze per la mediazione di trasferimenti di calciatori provenienti da tutto il mondo.

Il filone cardine riguarda la società ungherese Rexan che fa riferimento a una fabbrica di materiale plastico. Nel 2008 sono usciti dal confine italiano in direzione di quello magiaro un milione e 200 mila euro per l’acquisto dell’attaccante italo-uruguaiano Matteo Figoli Martinez, poi ceduto però per appena 450mila euro. Altri 450 mila euro sono stati pagati - sempre alla fabbrica ungherese - con riferimento «all'acquisto» di Lucas Longoni, giunto da Catanzaro ma rimasto svincolato dopo il fallimento dell'Arezzo. Poi congedato per non aver dimostrato di essere ancora pronto per disputare un campionato cadetto di buon livello.

Il secondo capitolo fa riferimento alla società inglese Narita Ltd e riguarda ancora mediazioni e consulenze. Negli atti si fa riferimento al contratto di Nngulet Foe Yannick, punta senegalese con passaporto francese che ha giocato con la primavera alabardata. Nell'agosto 2006 la società inglese aveva incassato per lui 400mila euro. È emerso che l’unico mediatore-agente era tale Renè Bikai, che era stato compensato con la somma di 15mila euro.

Stessa storia e stessa somma per l'uruguaiano Leandro De Los Santos, classe 1989, per il quale - come ha rilevato il pm Frezza - la cifra sborsata risulta del tutto spropositata rispetto al costo reale del giocatore.

Altro filone ancora è quello della Phirzia e riguarda il calciatore De Micco acquistato con una mediazione gratuita da parte del procuratore Giuseppe Galli. Nel luglio 2009 la Triestina ha versato 400mila euro con riferimento all'acquisto del difensore Rocco Sabato che era anche svincolato.

Infine c'è il versamento di 250mila euro a favore della società portoghese Mondofutebol. Ma in questo caso la causale è diversa. I soldi sono stati pagati per convincere alcuni giocatori della Triestina a rescindere il loro contratto. Non solo. Sono anche emersi business ritenuti fittizi dell’ordine di 900mila euro con il club Mladinski Nogomatni Klub Izola relativi ai trasferimenti dei giocatori Desenclos, Autel e Orneck che non erano neanche tesserati.

L’indagine del pm Frezza era scattata lo scorso luglio con il coinvolgimento

diretto dell’ex presidente Stefano Fantinel. Erano scattati altri accertamenti e interrogatori dai quali è poi emerso quello che è ritenuto il coinvolgimento diretto di De Giorgis nel crac della società. Ora sono arrivate le accuse della Procura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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