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Carso finalmente liberato dal vincolo idrogeologico

La nuova normativa allo studio della giunta regionale abolisce le norme di tutela per i terreni pianeggianti senza rischio frane. Sospiro di sollievo per gli agricoltori

TRIESTE. Per alcune zone dell’Altipiano Carsico di Trieste e Gorizia non sarà più necessario adempiere a quel vincolo idrogeologico particolarmente gravoso per viticoltori e agricoltori. Nel testo della nuova legge sulla manutenzione attualmente discusso dalla giunta regionale sono già state approvate un paio di modifiche a tale vincolo su indicazione dell’assessore Claudio Violino. L’assessorato alle Risorse agricole ha così recepito le istanze dell’Associazione agricoltori. In particolare la nuova legge prevede l’esenzione del vincolo idrogeologico per le particelle catastali con pendenza media pari, o inferiori al 30 per cento, che ricadono nelle zone omogenee E3, E4, E5 e E6, ovvero quelle caratterizzate da superfici agricole. «Una parte del territorio carsico in effetti era soggetta a questo vincolo in modo improprio – spiega Luca Bulfone, direttore della Direzione centrale regionale delle Risorse agricole – mentre la sua applicazione permane nelle zone dove si rischia di mutare il normale assetto idrogeologico, come quella del costone carsico, per fare un esempio. Il vincolo dipende da una serie di fattori, la pendenza, le caratteristiche del terreno, l’aspetto idrografico, i fenomeni di erosione. Ora le zone del Carso sgravate dall’obbligo erano inserite ingiustamente nel novero di quelle considerate critiche, aree che per pendenza e per caratteristiche idrogeologiche non destano problemi e che ora non necessiteranno di questa procedura burocratica”. Il nuovo provvedimento andrà a incidere in sostanza su di una porzione di altipiano che corrisponde a circa il 20–22 per cento del territorio della provincia di Trieste, in misura minore per quella goriziana. La modifica effettuata nella nuova legge non influirà sull’edificabilità delle aree interessate, la cui potenzialità edificatoria rimarrà legata alle norme dei vigenti piani regolatori comunali. L’abolizione del vincolo renderà per le aziende agricole meno oneroso l’aspetto burocratico relativo soprattutto alla variazione di coltura, che poteva determinare, in base alle disposizioni di legge sinora vigenti, lunghe attese e consistenti oneri per la progettazione. La modifica apportata al vincolo idrogeologico che venne introdotto nel 1936 – osserva l’Associazione agricoltori - fa parte dei provvedimenti legislativi volti alla semplificazione dell’aspetto burocratico nella gestione del territorio, e va incontro alle aspettative lungamente attese e auspicate dalle aziende agricole. Il provvedimento permetterà in sostanza ai viticoltori e agli agricoltori di poter impiantare delle nuove colture senza dover passare per l’Ispettorato provinciale all’Agricoltura, oltre al risparmio delle spese per le dovute istruttorie. Un grazie degli agricoltori al consigliere Igor Gabrovec che si è interesstao del problema.

Maurizio Lozei

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