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L’ex sindaco Dipiazza nel Pdl marca stretto Tondo

L’ex sindaco di Trieste si rivede al convegno di Aquileia: «Sono qui per appartenenza. Renzo? È piaciuto persino a Saro»

AQUILEIA. «L’intervento di Renzo Tondo è piaciuto anche a Ferruccio Saro. È tutto dire». Roberto Dipiazza non ha perso il gusto della battuta. Tagliato fuori dal Pdl di Trieste, l’ex sindaco cerca un contatto al piano di sopra, il livello regionale. E ad Aquileia, al seminario degli amministratori locali con il quale il partito berlusconiano risponde a una settimana di distanza a una analoga iniziativa del Pd, la presenza di Dipiazza non passa inosservata. È alla caccia di una candidatura dopo dieci anni da sindaco? Si prepara a dare una mano da protagonista nella prossima campagna elettorale? A costruire una lista a suo nome per rafforzare l’alleanza di centrodestra? «Sono qui solo per appartenenza e, per ora, ci fermiamo qui», taglia corto il diretto interessato. Ma se le domande sul suo futuro rimangono senza risposta, al momento, sollevano comunque un tema chiave all’interno di un Pdl chiamato a guidare la corsa verso il bis di Tondo al governo della Regione.

Un Tondo, come ha rilevato Dipiazza, deciso a riprovarci. Convinto di poter scuotere le truppe e ridare loro lo stesso entusiasmo che è servito nel 2008 a sconfiggere Riccardo Illy. Sicuro di poter aggregare gli stessi compagni di viaggio, Pdl e Lega, facendo valere i risultati raggiunti assieme: dall’abbattimento del debito alla riduzione di oltre 200 dipendenti pubblici di Palazzo, dai cantieri aperti della terza corsia all’avvio della stagione delle riforme. Quello che è emerso ad Aquileia, secondo il resoconto finale del coordinamento regionale, «è un Pdl che non intende farsi distrarre dagli slogan, ma vuole badare al contenuto e alla sostanza della filosofia che ci deve ispirare in ogni riforma: ridurre la spesa pubblica e nel contempo abbattere la burocrazia che rende difficile la vita alle famiglie, ai cittadini e alle imprese».

E ancora, parole di Gottardo e Dressi, «ispirarsi a un principio di sussidiarietà sia istituzionale che sociale. Il processo di cambiamento richiede una mentalità nuova e una volontà vera e capace di fare dell’autonomia regionale, valore per il Pdl imprescindibile, lo strumento per governare meglio e spendere meno e quindi, tassare di meno famiglie e imprese, scommettendo sulla loro capacità di investire e intraprendere secondo la migliore tradizione di questa comunità regionale». L’attenzione va riportata, secondo il coordinamento pidiellino, «all’azione prioritaria che la giunta Tondo è stata sin qui quella del lavoro e delle garanzie di servizi essenziali per le famiglie e le persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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