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Rigassificatore, la frenata di Tondo «Da lui una grande ambiguità»

Antonione: bene l’apertura alle istanze del territorio, ma se ritiene il gnl strategico manca di coerenza Rosato: Regione mai entrata nel merito. Ma Fedriga: atteggiamento responsabile verso gli enti locali

Lo annota con una stoccata elegante, da persona che «da sempre ritiene profondamente sbagliato un rigassificatore a Trieste». Ebbene, «sul piano della lettura generale avrei apprezzato molto di più una linea di coerenza: “Ok, si va avanti”. Perché o Renzo Tondo è convinto che il rigassificatore, così come l’elettrodotto e la terza corsia A4, sia una priorità reale per la giunta regionale, ed è dunque disposto a metterci la faccia; oppure stila sì un elenco di priorità, ma le subordina alla condivisione degli enti locali. E allora questa è ambiguità grande». Roberto Antonione commenta così la brusca frenata in cui il presidente della Regione si è prodotto sull’impianto di gnl a Zaule progettato da Gas Natural. Un impianto che Tondo appena tre mesi fa all’assemblea di Confindustria Udine definiva come una delle opere «da realizzare anche a costo di giocarsi una parte del consenso». E per il quale oggi invece invoca la condivisione degli enti locali («Perché dovrei andare avanti da solo?») auspicando un «tavolo di confronto».

«C’è grande condizionamento dal consenso elettorale», aggiunge il deputato dei Liberali per l’Italia-Pli ricordando l’avvicinarsi del voto per il Friuli Venezia Giulia. Antonione comunque esprime «apprezzamento per il fatto che Tondo venga incontro a istanze molto ragionevoli del territorio». Ma infine, «se ritiene indispensabile un rigassificatore - chiude Antonione - e lo giudica strategico per la sua futura giunta, non si limiti a dire che se la città non lo vuole non se ne farà nulla, ma cerchi delle collocazioni alternative: è andato a vedere a Porto Nogaro, per esempio? Perché vista l’indispensabilità dell’opera, sarebbe coerente da parte sua verificare tutte le soluzioni possibili».

Ma tant’è. Ettore Rosato usa toni ancora più duri: «Tondo non ha mai fatto un passo avanti su nulla, ora dunque non mi meraviglio: annuncia un passo avanti, poi ne annuncia uno indietro. Parla di “valutazioni preconcette”? Io non ne ho mai avute - prosegue il deputato del Pd - ma mi sarei aspettato una Regione capace di confrontarsi con i proponenti dei progetti. Invece abbiamo visto soltanto un atteggiamento favorevole a prescindere, senza mai entrare nel merito, cosa che ha reso la vita difficile agli enti locali. Perché certo la Regione, con il suo peso istituzionale e con la titolarità in più che ha nella discussione con il governo, avrebbe potuto convocare essa stessa quel tavolo che oggi Tondo auspica. Anche se lo fa fuori tempo».

Ma a proposito del governo, resta la forte spinta del ministro Corrado Passera al gnl: «Ho scambiato due parole con il ministro sul tema - chiude Rosato - e non mi sembra che compirà atti “ostili” verso gli enti locali, anche perché c’è chi il gnl lo vuole. Ma anche qui, la Regione Veneto - costruendone le condizioni - ha saputo fare la sua parte e oggi un impianto ce l’ha».

«È un atteggiamento responsabile l’ascoltare gli enti locali, va apprezzato l’atteggiamento di Tondo e anche il sindaco Roberto Cosolini dovrebbe farlo», è invece il commento del deputato leghista Massimiliano Fedriga, che a chi - come il consigliere regionale Pdl Bruno Marini - faccia notare il no dettato dalla Lega a livello provinciale ma non regionale risponde che «la linea sull’impianto di Zaule la detta Trieste: non abbiamo in questo senso preconcetti ma non possiamo avallare un progetto su cui non abbiamo certezze».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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