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Orario prolungato nei Civici musei: «Ingressi su del 15%»

Masau Dan: ok la sperimentazione. Bressi: lavorare sulla rete Miramare ai livelli del 2011: affluenza maggiore martedì

Se esperimento doveva essere, alla fine è riuscito in pieno. Tenere aperti i musei anche nei pomeriggi del periodo ferragostano ha funzionato. Non è possibile un raffronto con il 2011, quando l’entrata in molti musei era gratuita e le strutture erano aperte solo al mattino. I dati comunque sono eloquenti: nel weekend di Ferragosto (da venerdì a mercoledì) i visitatori dei “Civici” sono stati 6.378, mentre in quegli “scientifici” sono entrati 2.000 turisti di cui 1.500 nel solo Acquario. Nel museo statale del castello di Miramare invece i visitatori hanno scelto in maggioranza il martedì, la vigilia di Ferragosto, con 1.100 biglietti staccati, mentre mercoledì sono stati 900. Come negli anni scorsi, fanno notare i responsabili del Museo storico del Castello: un’affluenza maggiore alla vigilia, andamento più che buono il 15 agosto e una ripresa (ieri) il giorno dopo.

Tornando ai musei comunali, nella hit parade delle preferenze il primo posto va al Castello di San Giusto (ma era risaputo) seguito dalla Foiba di Basovizza, dall’Acquario e dalla Risiera di San Saba. Chiude il museo del Risorgimento (3 visitatori). Questo significa che la decisione sperimentale dell’amministrazione comunale ha dato significativi risultati. Della serie, quando la cultura paga. «E non può essere diversamente - afferma Nicola Bressi, direttore dei Musei scientifici.- Trieste è una città di confine e di confini, ma soprattutto di cultura e chi arriva qui vuole rendersi conto di tutti i suoi aspetti. La sperimentazione ha funzionato, dobbiamo lavorare ancora e proporre alcuni altri aspetti dei nostri musei. L’Acquario come sempre ha avuto il massimo dei visitatori, ma vorrei sottolineare anche l’affluenza al museo di Storia naturale dove sono aperte solo tre sale; c’era molta curiosità verso il dinosauro Antonio e l’originale foca monaca del nostro mare Adriatico. L’anno scorso era aperto solo l’Acquario, il dato di oggi è leggermente superiore. C’è ancora da fare, ad esempio creare una rete di tutti i musei con apertura e chiusura alla stessa ora».

Giudizio molto positivo anche da parte di Maria Masau Dan, direttrice dei Musei civici. «Quest’anno - sottolinea Masau Dan - il dato più significativo è una redistribuzione dei visitatori. I turisti cioè non si sono riversati solo al Castello di San Giusto che comunque rimane la meta privilegiata, ma hanno preso di mira tutti gli altri musei che hanno tratto vantaggio dall’orario prolungato. Anche se è difficile fare un confronto con l’anno scorso, l’aumento comunque si aggira intorno al 10-15 per cento. Un buon risultato visto il momento economico non brillante di questo periodo. Quello di quest’anno è stato un turismo certamente culturale; Trieste offriva nei giorni di Ferragosto altre occasioni di svago o divertimento. Chi ha scelto i musei lo ha fatto volutamente, affascinato dalla storia di Trieste».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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