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I sindaci: «Siamo pronti a governare il territorio»

Prende quota la proposta dell’Unione dei Comuni. Romoli: «Questo organismo può sostituirsi all’attuale assetto». Patat: «Facciamolo subito. Senza timori»

Cancellare la Provincia di Gorizia? Sì, ma a patto che tutti gli enti intermedi (nessuno escluso) siano tagliati. Come sostiturla? Con l’Unione dei Comuni che, nella pratica, sarà un’assemblea permanente dei sindaci dei 25 Comuni isontini.

Niente barricate, dunque. E nessuna minaccia di scendere in piazza. I sindaci isontini, o meglio la stragrande maggioranza di essi, sono ormai entrati nell’ottica di un superamento dell’attuale assetto istituzionale e territoriale. E a riassumere le conclusioni dell’incontro pre-ferragostano svoltosi a Monfalcone è il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli. «Credo - esordisce - che stiamo assistendo ad un salto di qualità. Dall’ultima riunione dei sindaci è emersa una precisa volontà di smettere nell’abituale difesa dell’esistente. Per troppi anni, nel nostro territorio, amministratori e sindaci piuttosto che partiti e forze politiche si sono limitati a difendere l’esistente come se fosse la linea del Piave. Adesso basta. Voltiamo pagina».

In che maniera? Il primo cittadino lo scandisce chiaramente. «Noi dobbiamo progettare un nuovo futuro. Sì, un nuovo futuro che tenga conto che, con grandissima probabilità, l’ente Provincia verrà comunque smantellato e probabilmente accorpato ad altre Province. Ebbene: i sindaci hanno concluso che questo scenario non è una tragedia. L’importante è che si crei un’Unione di Comuni con veda la partecipazione di tutte e 25 le municipalità: queste dovranno sostituirsi all’attuale assetto, fornire ai cittadini servizi di cui hanno bisogno e progettare lo sviluppo economico».

Insomma, secondo il primo cittadino di Gorizia, bisogna essere capaci di «trasformare una disgrazia in un’opportunità e sono convinto che riusciremo nel nostro intento». Ma se proprio si dovesse decidere per un accorpamento, è meglio che Gorizia abbracci Udine o Trieste? «Lo valuteremo in base a come si svilupperà il dibattito. È altrettanto vero che mi auguro non ci sia alcun accorpamento e Gorizia continui a restare autonoma».

Non divergono di molto le opinioni del sindaco di Cormòns Luciano Patat. Anzi, fosse per lui, il progetto relativo all’Unione dei Comuni dovrebbe subire un’accelerazione. Insomma, fare subito, non aspettare, non cincischiare, non perdersi in inutili e dannosi temporeggiamenti. «Sulla proposta dell’assemblea permanente dei 25 Comuni dell’Isontino ci siamo confrontati a lungo negli ultimi incontri. E posso dire con chiarezza che è anche una mia idea. Peraltro, saremmo anche avvantaggiati in questa provincia: noi, Comuni isontini, siamo da tempo abituati a lavorare insieme. Abbiamo preso decisioni, penso ad Iris piuttosto che ad Irisacqua o al Piano edilizia scolastica, in cui siamo sempre riusciti a condividere le scelte. Sì, siamo in grado di poter gestire il territorio autonomamente».

Patat manifesta piena di convergenza di vedute con il collega Romoli anche su un altro tema. «Pure io ritengo che debbano essere tagliate tutte le Province, senza distinzioni: sarebbe sbagliato che la cancellazione riguardasse soltanto alcune di essere. Detto questo, noi sindaci siamo pronti ad affrontare il superamento di tutti gli enti intermedi. In che maniera? Instaurando un collegamento diretto fra la Regione e la costituenda Unione dei Comuni: peraltro, abbiamo già avuto nel recente passato l’esperienza degli Aster. Quella può essere considerata un buon punto di partenza. Però, facciamolo subito: alcune delle proposte fatte nelle ultime settimane sembrano essere costruite ad arte per dilungare i tempi e non decidere. Ma la gente ce lo chiede. Se non lo facciamo, non possiamo poi lamentarci se Grillo fa il pieno dei voti».

Secondo Alessandro Fabbro, sindaco di Farra d’Isonzo e già presidente del Consiglio provinciale, il mantenimento di sole due Province significherebbe «snaturare la storia di questa regione. Sì, potrebbe essere la fine del Friuli Venezia Giulia - dichiara -. Ecco perché non si può pensare a tagliare soltanto la provincia di Gorizia». Ma c’è anche un’altra riflessione politicamente rilevante. «Farci scegliere fra Udine e Trieste è innaturale - sottolinea il primo cittadino di Farra -. Lavoriamo per l’Unione dei Comuni e non per difendere ma per sviluppare il nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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