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Gli “immortali” di Palazzo: Camber entra nella top ten

È uno dei senatori più longevi d’Italia con 23 anni e 22 giorni trascorsi a Roma L’Idv attacca: «Un parlamentare su nove siede sui banchi da più di 16 anni»

TRIESTE. È ancora lontano dai 38 anni dei capiclassifica, gli inossidabili La Malfa (Giorgio, non Ugo) e Pisanu (Giuseppe, da Ittiri provincia di Sassari al ministero dell’Interno). Ma con i suoi 23 anni e 22 giorni (oggi 23) Giulio Camber (nono) strappa l’ingresso nella top ten dei senatori più longevi, messi in fila, come pure i deputati, da Stefano Pedica, senatore dell’Idv con la passione per le classifiche.

Il dipietrista è arrivato a 100 tra deputati e senatori di lunghissimo corso, li ha snocciolati sulla sua pagina Facebook e li ha invitati a farsi da parte con una rapida sintesi: «Aderisci alla petizione per non votarli più, cosa hanno fatto per il paese? Cento in meno». Passatempo ferragostano ma i numeri sono corretti. E certificano che un parlamentare su 9 ha una militanza tra Montecitorio e Palazzo Madama che supera i 16 anni. Tra i 50 deputati irremovibili si va infatti dai 38 anni e 59 giorni di La Malfa ai 18 anni e 77 giorni di Valter Veltroni, mentre tra i senatori si spazia da Pisanu (38 anni e 92 giorni, medaglia d’oro) a Marcello Dell’Utri, cinquantesimo, “solo” 16 anni e 100 giorni. Decenni di vita parlamentare.

Li può raccontare anche Camber, deputato per la prima volta con il Partito socialista dal 2 luglio 1987 al 22 aprile 1992, quindi sottosegretario, poi ancora deputato dal ’92 al ’94 e, dal ’96, sempre senatore. Il politico triestino, tra l’altro, è pronto per altri 6 anni in Parlamento: il patto sottoscritto da Silvio Berlusconi prima delle comunali di Trieste 2011 blinda ulteriormente un posto che sin qui non ha mai tremato. Davanti a Camber, Pisanu a parte, ci sono altri big come Altero Matteoli (secondo, 29 anni e 36 giorni) e Anna Finocchiaro (ottava, 25 anni e 46 giorni), più di Emma Bonino (21 anni e 94 giorni), in una classifica che ospita sopravissuti della prima Repubblica e new entry post Tangentopoli che non si sono da allora mai schiodati dalla sedia, a partire dai leghisti Roberto Castelli e Roberto Calderoli, per entrambi 20 anni e 115 giorni di fila, proprio come il pidiellino Maurizio Gasparri e il democratico Franco Marini.

Il secondo parlamentare eletto in regione che entra nei cento del senatore Pedica è Roberto Menia, trentaduesimo tra i deputati con 18 anni e 124 giorni, alle spalle dei totem della politica italiana: Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini (quarti, 29 anni e 36 giorni), Massimo D’Alema (decimo, 23 anni e 129 giorni), Umberto Bossi (undicesimo, 21 anni e 128 giorni), Roberto Maroni e Ignazio La Russa (tredicesimi, 20 anni e 115 giorni), Giulio Tremonti (diciassettesimo, 18 anni e 124 giorni). All’altezza di Menia ci sono tra gli altri Rocco Buttiglione, Rosy Bindi e Silvio Berlusconi.

Guardando un po’ più in giù, tra gli eletti del Friuli Venezia Giulia in doppia cifra ci sono anche i deputati Manlio Contento (16 anni e 100 giorni), Franco Frattini (12 anni e 308 giorni), Roberto Antonione e Alessandro Maran (11 anni e 79 giorni), mentre tra i senatori Ferruccio Saro tocca gli 11 anni e 79 giorni e Vanni Lenna supera di 3 giorni i 10 anni.

I più “giovani” sono Maria Antonietta Coscioni, Massimiliano Fedriga, Fulvio Follegot, Isidoro Gottardo, Carlo Monai, Tamara Blazina e Mario Pittoni, tutti a Roma da 4 anni e 110 giorni. Fuori dalla classifica di Pedica c’è il segretario Pd Pierluigi Bersani, alla Camera nel 2001 nella XIV legislatura e impegnato per due anni a Bruxelles dal 2004 al 2006. E pure il leader Idv Antonio Di Pietro che divenne senatore per la prima volta nel 1997 (candidato a elezioni suppletive nel seggio del Mugello) ma non fu eletto nella XIV legislatura (2001-2006). Pedica spiega che si tratta di «politici che hanno vissuto la prima e la seconda Repubblica e che hanno visto crescere il debito pubblico del nostro Paese fino a 2mila miliardi». Di qui la raccolta di firme «per mettere fine ad un sistema che ha creato tanti stipendiati d’oro senza alcun beneficio per i cittadini». Della classifica non fa parte il senatore a vita Giulio Andreotti, nonostante spetti proprio a lui il record assoluto di anni passati tra palazzo Montecitorio e Palazzo Madama: è stato eletto nella prima legislatura e, da allora, non ha mai saltato un turno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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