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Siccità a Zara, arriva la Marina militare

Scattano i “soccorsi” per rifornire le isole dell’arcipelago prive di acquedotti. Il meteo mette a rischio colture e allevamenti

FIUME. Si sta ponendo riparo ai gravi problemi causati dalla siccità nelle isole dell’arcipelago di Zara, particolarmente colpite dalla perdurante assenza di Giove Pluvio.

A dare man forte alla nave cisterna Zrmanja, di proprietà privata, è ora l’unità della Marina militare croata impiegata per il trasporto e consegna di acqua potabile.

Nei giorni scorsi questa nave ha trasportato 320 metri cubi di acqua nell’isola di Eso (Iz), mentre contemporaneamente la Zrmanja ha operato l’attesa consegna all’isola di Selve (Silba), grazie ad un contributo di 80 mila kune, quasi 11 mila euro, erogato dalla Contea di Zara.

In quest’area della Dalmazia piove raramente da ormai molti mesi, le cisterne degli abitanti sono ormai ridotte all’osso anche per la presenza di decine di migliaia di turisti.

I consumi sono più che raddoppiati e nelle ultime settimane la situazione si è complicata dopo che dal competente ministero a Zagabria è giunta notizia che non c’erano più mezzi per indennizzare il proprietario della Zrmanja, al quale lo Stato deve centinaia di migliaia di euro.

Negli anni scorsi i viaggi di questa nave cisterna venivano supportati finanziariamente dalle casse statali, ma con la crisi la situazione è cambiata, naturalmente in peggio, con la Zrmanja sovente ferma agli ormeggi a Zara per mancanza di mezzi.

Attingendo denaro qua e là, si è riusciti in qualche modo a risolvere provvisoriamente e parzialmente l’handicap, ma è stato l’intervento del ministero croato della Difesa a cambiare in meglio il quadro di un arcipelago costantemente in debito d’acqua.

Qualche giorno fa è stata raggiunta la quota idrica indennizzata dallo Stato (31 mila metri cubi all’anno), ma è certo che fino al termine del 2012 ci vorranno ancora 20 mila metri cubi per soddisfare le esigenze della popolazione insulare e dei loro vacanzieri. È un quantitativo il cui trasporto, hanno spiegato le autorità comunali e regionali di Zara, sarà pagato dai rispettivi bilanci.

Non ci dovrebbero essere dunque più problemi idrici in un’area insulare che non dispone di acquedotti (troppo lontana la terraferma) e dipende in questo campo dal cielo e dalle navi cisterna.

Molte le colture bruciate dal sole e pessimi risultati per chi alleva pecore e capre, mentre il caldo sahariano potrebbe ancora durare a lungo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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