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«Nutrie da abbattere distruggono gli argini e le colture di mais»

Il provvedimento della Provincia comunicato dal sindaco di Cervignano. Potranno operare solo guardie autorizzate

CERVIGNANO. Abbattere le nutrie con un provvedimento in deroga alla legge che le protegge. Il provvedimento messo in atto dalla Provincia di Udine per controllare la proliferazione nella Bassa friulana dei “castorini” importati in Italia per le loro pellicce, è stato reso noto dal sindaco di Cervignano Gianluigi Savino. Da quando sono state rimesse in libertà (dagli stessi imprenditori perché il business non rendeva più a causa delle concorrenza del mercato cinese e delle proteste degli animalisti) le nutrie, che assomigliano a grossi toponi, hanno colonizzato il territorio.

Gravissimi i danni che si ripercuotono non solo sull’agricoltura. Oltre che cibarsi di mais, le nutrie scavano tane profonde mettendo a rischio gli argini dei fiumi e generano pure preoccupazioni di carattere sanitario perché sono portatrici della leptospirosi, infezione che può provocare anche la morte perché difficile da diagnosticare.

A due settimane dall’incontro organizzato a Codroipo per predisporre un piano di controllo alla diffusione di questi animali, che sta mettendo a dura prova i 32 comuni della Bassa friulana (Aquileia, Cervignano, Fiumicello, Terzo, Ruda e Villa Vicentina compresi), ieri l’assessore provinciale alla Caccia, Luca Marcuzzo, è tornato sul problema spiegando le operazioni che si vogliono mettere in atto. «La Provincia di Udine – afferma - ha adottato un provvedimento di cattura e abbattimento delle nutrie in deroga alla legge che le protegge, interpretando in maniera più restrittiva la disposizione emanata dalla Regione su indicazione dell’istituto che sovrintende a livello nazionale l’abbattimento della fauna selvatica. Sostanzialmente, se fino all’anno scorso anche il personale formato poteva abbattere le nutrie, ora il compito spetta solo alle guardie provinciali. Questo provvedimento - prosegue - è stato reso necessario dopo che è stata trovata uccisa una lontra. Per evitare altri inconvenienti, solo chi è in grado di riconoscere a distanza le nutrie (ossia le guardie provinciali) potrà abbatterle. I cacciatori che abbiano frequentato un apposito corso di formazione potranno invece catturale e provvedere successivamente al loro abbattimento, che avviene con il gas quando gli animali sono già stati narcotizzati».

Spiega ancora l’assessore Marcuzzo che lo step successivo per arginare la diffusione dei “castorini” sta poi nella predisposizione di un protocollo d’intesa atto a coordinare le azioni di agricoltori e cacciatori, in modo da concorrere con efficacia e con costi minori allo stesso obiettivo.

«Vogliamo coinvolgere le associazioni di categoria nel protocollo d’intesa con la Provincia – riprende Marcuzzo – per sottoscrivere un documento che impegna gli attori coinvolti a collaborare per contenere la proliferazione delle nutrie, agendo ad esempio in primavera prima della nascita di nuovi esemplari».

Anche secondo Graziano Benedetti, responsabile per il Wwf del Parco marino di Miramare, la diffusione delle nutrie va contenuta: «Bisogna distinguere il piano animalista da quello naturalistico – dice-. Non come Wwf (per il quale in linea di massima ogni animale va salvaguardato) ma dal punto di vista personale, considero che la nutria è un animale non autoctono che ha colonizzato il territorio creando con le sue tane grossi problemi anche all’Isola della Cona. Credo dunque che la Provincia di Udine faccia bene a controllarne la popolazione, e che Gorizia dovrebbe fare altrettanto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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