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Nuovo corso del Leone Greco “debutta” nel consiglio di domani

Il successore di Perissinotto si insedierà ufficialmente durante la seduta del cda sui conti del secondo trimestre

MILANO. Il rafforzamento di capitale per tutelarsi da eventuali, nuove crisi sui listini. I rapporti con i soci forti, inquieti per il calo delle quotazioni che li espone a una potenziale minusvalenza. La necessità di ridurre la dipendenza dal mercato italiano, fattore di rischio per i mercati. Sono solo alcune delle sfide che attendono Mario Greco, che domani diventerà ufficialmente il nuovo group ceo di Generali. L’investitura dell’ex top manager di Zurich arriverà nel corso del consiglio di amministrazione chiamato a deliberare i conti relativi al secondo trimestre.

Proprio in vista di questo appuntamento, ieri Mediobanca ha pubblicato un nuovo report sul Leone di Trieste: il target price scende da 15 a 13 euro (un livello comunque superiore di circa il 30% rispetto agli attuali corsi azionari), mentre il rating passa da “outperform” a “neutral”, a indicare che il titolo dovrebbe muoversi in linea con il mercato di riferimento. In attesa della trimestrale, gli analisti hanno abbassato del 31% le stime sull’utile per azione relativo all’intero 2012, soprattutto a seguito delle deboli aspettative sull’utile netto nel secondo trimestre e tagliato del 28% la previsione sul dividendo, da 0,55 euro a 0,35 euro, ritenendo che la società debba aumentare gli utili non distribuiti e il suo flusso di cassa netto per fronteggiare il possibile acquisto della quota di minoranza della joint-venture Generali-Ppf nel 2014. Proprio questa operazione sarà centrale nella definizione delle nuove strategie per il gruppo triestino. «Tra due anni la società potrebbe subire l’opzione put del suo socio attuale al 49% (il finanziere ceco Petr Kellner, ndr): il che comporterebbe uno sforzo non indifferente in termini di capitali (circa 2,5 miliardi di euro, ndr)», commenta Aldo Martinale, responsabile ufficio studi e analisi di Banca Intermobiliare. «In vista di questa scadenza, è fondamentale che Generali faccia cassa per non farsi trovare impreparata».

Altri analisti ritengono che questa strada vada in realtà perseguita da subito, considerato che Generali non può dirsi del tutto sicura a fronte di un margine di solvibilità intorno al 130%, inferiore alla media dei competitor europei. La strada principale passa per alcune dismissioni, con due candidate su tutte: la svizzera Bsi e il business vita negli Stati Uniti. L’attenzione è concentrata soprattutto sulla prima controllata, attiva nel segmento del private banking, la cui vendita potrebbe generare da uno a due miliardi di dollari. «In caso contrario - commenta un altro analista - non resterebbe che la strada dell’aumento di capitale». Ma questo significherebbe tornare a chiedere soldi ai soci forti, che in questa fase non sembrano in grado di concedere (del resto lo stesso Perissinotto si era visto opporre un secco rifiuto a questa ipotesi).

La dismissione di controllate straniere si scontra, tuttavia, con un altro problema: la forte concentrazione di Generali sull’Italia, che ha penalizzato il titolo nei mesi in Borsa, amplificando le tensioni tra il vecchio management e i grandi azionisti. A Piazza Affari il gruppo assicurativo è arrivato a toccare quota 8,15 euro a fine maggio; l’annuncio dell’arrivo di Greco e il miglioramento del sentiment sui mercati hanno consentito di invertire la rotta nelle ultime settimane, ma i 10,18 euro della chiusura di ieri (+3,72% rispetto alla vigilia) non rappresentano un livello soddisfacente per molti azionisti, che si trovano a fare i conti con una potenziale minusvalenza. Così non è escluso che il rafforzamento dei ratios patrimoniali passi per la ricerca di un nuovo socio: nelle scorse settimane si è vociferato di possibili interventi da parte di fondi di private equity, ma la definizione dell’operazione sarebbe stata rinviata proprio in vista dell’insediamento del nuovo ceo.

Dunque Greco avrà da subito la scrivania piena, anche se gli analisti del Credit Suisse non si aspettano annunci in merito alla strategia futura per diversi mesi. La banca elvetica si aspetta per il secondo trimestre di Generali un utile pari a 276 milioni di euro rispetto ai 568 dei primi tre mesi dell’anno, anche se il dato sarà migliore dei 170 milioni conseguiti nello stesso periodo del 2011.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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