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Studente in infradito cacciato dall’esame

L’episodio avvenuto a Scienze diplomatiche e internazionali di via Alviano Il direttore del polo Gabassi: abbigliamento inadatto, che sa tanto di balneare

Si presenta all'esame in pantaloncini e infradito, viene rispedito a casa per la tenuta poco consona all'appuntamento. È quanto è successo a Gorizia, e più precisamente in una delle aule d'esame della facoltà di Scienze internazionali e diplomatiche nella sede dell’Università di Trieste. Non si trattava dunque di un provino o un test di bon ton ed eleganza, ma di un esame universitario. Poco importa, la sostanza non cambia. Perché se è vero che l'abito non fa (quasi mai) il monaco, è innegabile che ogni luogo e ogni occasione vogliono una presenza adeguata. Niente che abbia a che fare con moda o marchi firmati, ma piuttosto una questione di buon gusto e rispetto.

E così, a quanto pare – i dettagli della vicenda non sono chiari, così come non è noto quali siano i protagonisti – all'università di via Alviano non si impara solamente ciò che è scritto sui libri, ma anche a sapersi comportare. Alla scuola dell'obbligo, ed anche alle superiori, non è raro sentire di presidi che diramano circolari in cui vietano questo o quell'indumento, o anche piercing e tatuaggi in bella vista. Ma all'università, fino ad ora, è sempre stata altra storia. Almeno fino ad oggi.

«Non conosco la dinamica di questo episodio in particolare, ma posso assicurare che non si trattava di una sessione di laurea, e quindi era probabilmente un semplice esame -– dice il direttore del polo didattico di via Alviano, Piergiorgio Gabassi -. Non ci trovo nulla di particolarmente strano, visto che anche a me è capitato, senza umiliare assolutamente nessuno, di invitare qualche studente ad andare a casa a cambiarsi perché vestito in modo non adeguato all'occasione. L'infradito dà particolarmente fastidio perché porta con se una concezione decisamente “balneare” della situazione, ma per quanto mi riguarda anche i calzoncini corti, nei ragazzi, sono orrendi a vedersi: li abolirei».

Nelle ragazze la questione è meno evidente, ma anche in questo caso «quando si presentano delle studentesse particolarmente scamiciate, le invitiamo a darsi un certo tono». Quello che ha coinvolto lo studente in infradito, comunque, non sarebbe un caso isolato. «Ho assistito anche io ad una scena del genere – dice un ragazzo veneto che studia a Gorizia - con il professore che ha chiesto ad alcuni miei compagni che si erano presentati in pantaloncini corti a un esame di tornare a casa e cambiarsi». «È una questione di rispetto - aggiunge una studentessa goriziana -. Vedo molte ragazze che vanno agli esami con gli shorts, ma io non lo farei mai. Per ogni luogo c'è una tenuta adatta».

Marco Bisiach


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