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Unione nel dramma: anche i «veneti» senza i soldi richiesti

L’assessore Edera: «Non c’erano le garanzie necessarie». Fioretti si defila: «Il progetto originario era tutt’altro»

TRIESTE. Reset. Cancelliamo tutto. I soldi non ci sono. No money, no party. No money, no Triestina. Già, la situazione è praticamente questa. Anche la cordata veneta non esiste più, Fioretti si è tirato indietro. E in Comune si vivono ore febbrili per cercare di trovare qualche anima pia - ma anche sufficientemente danarosa, oltre che appassionata - per riuscire ad affiliare alla Federcalcio una società che possa degnamente essere l’erede della Triestina che fu.

Ma cosa è accaduto tra lunedì e ieri, quando tutto sembrava deciso, chiuso, sigillato, pronto a essere ufficializzato davanti a un notaio? Sostanzialmente esistono due versioni, di fatto comunque alla fin fine sovrapponibili. E che comunque portano al medesimo risultato: la scomparsa dell’offerta.

La versione ufficiale Ieri sera l’assessore comunale allo Sport Emiliano Edera ha incontrato i rappresentanti dei tifosi. E ha spiegato loro come la situazione si è sviluppata (e come è precipitata) in questi ultimi giorni. Venerdì scorso l’incontro dei due misteriosi imprenditori veneti (nomi ne sono circolati a bizzeffe nelle ultime ore, tutti smentiti dagli interessati) accompagnati da Vittorio Fioretti negli uffici del Municipio. Il progetto c’è e viene illustrato al sindaco con l’impegno a trasformarlo in realtà tra lunedì e martedì (cioè ieri) davanti al notaio. Ma lunedì, al momento della verità, al momento cioè di presentare le garanzie economiche a sostegno del progetto, ecco il flop. I quattrini non ci sono. O meglio ci sarebbero soltanto i 300mila euro che valgono il pass per la serie D. Ma la stagione costa un milione e 200 mila euro/un milione e mezzo... Le colonne crollano, a nulla serve a quel punto avere comunque garantiti i fondi sussidiari (ovvero l’annunciata sponsorizzazione da parte di Setten e l’altrettanto annunciata disponibilità a fare da soci di minoranza da parte di alcuni triestini). I due veneti lunedì dunque provano a prendere tempo, ma ieri mattina capitolano.

«E’ emerso chiaramente che non c’erano le condizioni e le garanzie per una partecipazione al campionato di serie D. A fronte quindi di una situazione economica non chiara da parte dei nostri interlocutori abbiamo deciso di non dare seguito ai colloqui in corso» ha detto l’assessore Edera.

La versione di Fioretti Vittorio Fioretti, va detto, la mette giù in maniera un po’ diversa. E cioè, dopo aver ricordato che già un anno fa aveva fatto le proprie avances a Fantinel per rilevare la società poi finita invece ad Aletti, racconta che i suoi due finanziatori, che pure sarebbero stati disponibili a restare nell’ombra lasciando ad altri anche il ruolo di presidente mentre Setten sarebbe stato lo sponsor, si sarebbero in qualche maniera visti imporre la presenza di altri soci paritari. «Io ho fatto da tramite, ma il progetto originario era tutt’altro. Quando ho capito che c’era qualcosa che non andava li ho lasciati soli» dice Fioretti riferendosi ai suoi due finanziatori. E spiega: «Come si fa a gestire in cinque o sei una società di calcio? No, non esiste proprio, nel calcio il padrone deve essere uno solo. E poi era venuto fuori che c’era la disponibilità anche a ripartire dall’Eccellenza, ma a me l’Eccellenza non interessa proprio».

Il futuro E così è come a Monopoli, inteso come gioco e non come città. Si ritorna al “via”, ma senza ritirare nulla alla cassa. Anzi, tra più “imprevisti” che “probabilità”. «Possibile che una città come Trieste non riesca esprimere un imprenditore appassionato, o un gruppo di imprenditori appassionati, che riescano a mettere assieme i quattrini necessari per fare una serie D?» Quasi con rabbia se lo chiede anche un friulano superdoc quale è il presidente regionale della Federcalcio Renzo Burelli. Che solo per educazione evita di ricordare che riescono a fare il campionato di serie D il Kras, il Tamai, la Sanvitese, la Sacilese...

I tempi Venerdì scadono le iscrizioni on-line. Ma qua siamo di fronte a una (eventuale) richiesta di nuova affiliazione che deve essere accolta dal Consiglio federale. Insomma, in Figc dicono che in realtà c’è un po’ più tempo a disposizione, ma non troppo: la finestra resta aperta sino ai primi giorni della prossima settimana.

Iscrizione alla D Fino a questo momento sono già 21 le società non aventi diritto che hanno presentato la domanda di ammissione al campionato serie D 2012/2013 in caso di disponibilità di posti. Si tratta di Acri, Albese, Cynthia, Darfo Boario, Monterotondo Lupa, Santegidiese, Viribus Unitis e Montecchio Maggiore tra le retrocesse dal campionato appena conclusosi; Albalonga, Akragas, Borgomanero, Fortis Juventus, Audace Cerignola, Olbia, Rende, Sommese, Sulmona, Tolentino, Marano, Sangiovanni Valdarno e Vigevano tra le squadre di Eccellenza. Tutte queste domande sono sottoposte all'esame della Covisod per l'inserimento nella graduatoria di ripescaggio. A decidere, così come per ulteriori domande dovessero pervenire (ad esempio da parte della nuova Triestina, nel caso nascesse) dovrà essere il Consiglio federale della Figc.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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