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Raccordo, ancora 10 mesi di passione

Riccardi: «I lavori termineranno a maggio del prossimo anno». Circolazione sempre più difficoltosa e ridotta a una corsia

Un investimento da oltre 171 milioni di euro, circa 10 milioni a chilometro. Larghezza della carreggiata quasi raddoppiata (da 14,50 metri ad oltre 25). Cinquecentomila metri cubi di materiale movimentato fino ad oggi.

Sono numeri-monstre quelli della trasformazione in autostrada del raccordo Gorizia-Villesse. Mai come in questi giorni, si può apprezzare la mobilitazione di operai, mezzi, escavatori, camion. Insomma, si sta lavorando a pieno ritmo. Tant’è che l’assessore regionale alla Viabilità Riccardo Riccardi sottolinea: «Entro la fine della legislatura (grossomodo maggio 2013, fra 10 mesi) la Gorizia-Villesse sarà messa in esercizio. Il cantiere va avanti speditamente e conferma il fatto che se non ci fosse stato il commissario, mai avremmo visto i lavori in questo stato così avanzato. Chi afferma il contrario, dice stupidaggini».

Viaggio nel cantiere

Per fare il punto della situazione, abbiamo attraversato il raccordo e non è stato un viaggio di piacere perché la strada è ridotta a un’unica corsia con diverse deviazioni, rallentamenti, restringimenti ma è una “tortura” necessaria per consentire i lavori a raccordo aperto. Perché oggi questo servizio? Perché sono state riaperte le rampe d’accesso e d’uscita da Gorizia: l’entrata, lo ricordiamo, era stata chiusa nel novembre 2010 per consentire l’esecuzione dei lavori e la realizzazione dei due nuovi ponti ad arco. Bisognerà aspettare ancora, invece, per la riapertura del secondo semicerchio della rotonda di Sant’Andrea, quello corrispondente al secondo ponte strallato ad arco che era stato posizionato a fine aprile. Devono ancora essere effettuate, infatti, le operazioni di collaudo, con prove di carico sul ponte. «E mi auguro che queste operazioni vengano effettuate rapidamente. Gli automobilisti vedono i lavori terminati e faticano a capire i motivi della chiusura della seconda porzione di rotatoria», osserva il sindaco Ettore Romoli.

Mobilitazione di mezzi

Il cantiere è disseminato di barriere: queste, fortunatamente, non sono altissime e permettono di guardare oltre e di rendersi conto di quanti operai (oltre un centinaio) e di quanti mezzi (in un fazzoletto di terra abbiamo contato ben dodici escavatori) sono attualmente in azione. Continuando il viaggio verso Villesse, alla destra compare un guard-rail, meno invasivo e coprente del new jersey: ed è in quel punto che ci si rende realmente conto di come cambierà il tracciato. L’arteria, come detto, passerà dai 14,50 metri del vecchio e obsoleto raccordo ai 25 della nuova autostrada. A pagare il prezzo più alto è stata una casa (rasa al suolo) e una vigna che è stata praticamente dimezzata. Ci sono cumuli di terra giganteschi e spuntano qua e là diversi camion-betoniera pronti a scaricare cemento. Fa una certe sensazione vedere il tunnel (raddoppiato) di Savogna d’Isonzo. Percorriamo il raccordo nel senso inverso, entrando da Gradisca. E la strada si restringe subito, costringendo auto e mezzi pesanti a procedere su una sola corsia. Forse, oggi non è una buona idea utilizzare il raccordo per raggiungere Gorizia da Gradisca: imboccando la cara, vecchia Mainizza, i tempi si restringono. Ma è un sacrificio temporaneo: quando l’autostrada vedrà la luce, allora sì che gli spostamenti potranno essere assai più veloci. D’impatto, in entrata a Gorizia, la visione della Porta d’Italia: gigantesca e scenografica fa sembrare il capoluogo isontino (perdonate l’ironia) quasi una città vera.

Numeri da brividi

In ultimo, altri numeri. Assomma a 2 milioni e 700 mila euro il valore complessivo delle interferenze; sono state 5 le prove georadar effettuate per verificare la consistenza e la tenuta del manto stradale, pianificate in diversi momenti. E ancora: 150 mila i metri quadrati di area sottoposta a bonifica bellica con 10 mila trivellazioni. Insomma, un cantiere gigantesco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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