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odg proposto dalla maggioranza. per fasola ancora troppo poco

Primo passo in Consiglio verso la Città Comune

La visione di una possibile, nuova Monfalcone, il cui territorio si allarghi anche alle confinanti municipalità di Ronchi e Staranzano, in un'ottica di Città Comune, dunque capace di raccogliere...

La visione di una possibile, nuova Monfalcone, il cui territorio si allarghi anche alle confinanti municipalità di Ronchi e Staranzano, in un'ottica di Città Comune, dunque capace di raccogliere 47mila abitanti e di rappresentare così il quarto ente locale del Fvg, ha mosso martedì sera in Consiglio i primi, timidi passi. Non è stato un avvio indolore, per la bufera scatenata dall'opposizione che ha visto nell'ordine del giorno votato dalla maggioranza di centrosinistra e da Sel «un'altra occasione sprecata per attuare realmente la fusione dei tre comuni, abbattendo così i costi di tre sindaci, tre giunte, tre apparati amministrativi», invocata invece a gran voce con la richiesta di referendum dai banchi del centrodestra. L'odg proposto dal Pd e passato in aula ed è arrivato in risposta alla mozione sullo stesso argomento in precedenza depositata dai consiglieri Gianpiero Fasola e Luigi Blasig di CambiAmo Monfalcone, che l'altra sera si sono visti bocciare il proprio documento con 14 voti contrari (7 sì, astenuto Sel).

L'atto della maggioranza dà mandato al sindaco di concordare con Ronchi e Staranzano la costituzione di una commissione intercomunale, rappresentativa di tutte le forze politiche, per analizzare i rapporti tra i tre enti e definire un progetto che entro dicembre porti a un'analisi coordinata delle previsioni urbanistiche dei territori e di linee di indirizzo per la redazione dei rispettivi piani regolatori; l'attivazione di un tavolo di confronto con tutte le parti sociali, le organizzazioni e gli enti economici presenti; la definizione di un progetto per rendere omogenee le politiche sociali e ambientali (emendamento Iacono, Sel) dei tre comuni e attivare un corpo unico di Polizia municipale. Stando all'odg «la fusione porterebbe vantaggi alle nostre comunità e darebbe al territorio un importante rilievo regionale». Il primo passo è però la condivisione di progetti e «solo dopo il raggiungimento di diversi obiettivi si potrà percorrere, attraverso la legislazione vigente, la strada verso un'unica municipalità». «Nel totale deserto di pianificazione innovativa del governo regionale – così il consigliere Giorgia Polli - è un dovere dei tre comuni attivarsi congiuntamente». Ma l'approccio del Pd non è piaciuto affatto a Gianpiero Fasola, che puntava a ben altro con questa discussione, avviata proprio da un suo intervento in cui ha messo in luce le responsabilità del centrosinistra della Sinistra Isonzo per il mancato decollo, per oltre vent'anni, della fusione degli enti. Si tratta, per Fasola, di un problema di volontà politica, dato che in nessun intervento ascoltato si trovano validi motivi ostativi a procedere con la richiesta ufficiale alla Regione di accorpamento degli enti. Per il consigliere di CambiAmo non si prosegue su questa strada per mantenere le rendite di posizione acquisite negli anni. Inoltre, sempre a suo dire, è mancato totalmente in questi anni il raccordo tra enti. vedi «la questione dello sviluppo del polo intermodale di Ronchi e del litorale di Staranzano».

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