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A4, la Protezione civile liquida il commissario

L’ispettore inviato da Roma verificherà interventi e spese per la terza corsia di Tondo e Riccardi e chiuderà la pratica

TRIESTE. Altro che ispettore salva-commissario. L’inviato della Protezione civile, la prossima settimana in regione, verrà sostanzialmente per archiviare i poteri straordinari per la realizzazione della terza corsia. E, come si fa nei consuntivi, verificherà interventi e spese della gestione commissariale Tondo-Riccardi. La Protezione civile del prefetto Franco Gabrielli considera infatti chiusa l’esperienza del commissario per l’allargamento della A4 nei tempi di legge: stop il 31 dicembre. L’ispettore inviato da Roma, dunque, non si muoverà per testare l’opportunità di una proroga, materia che non gli compete.

Lo chiarisce Roberto Giarola, responsabile ad interim del servizio ispettivo del dipartimento di Protezione civile: «Il nuovo modello di gestione delle emergenze ha una durata predeterminata. Il decreto legge 59 appena approvato in Parlamento fissa poteri straordinari per i grandi eventi per non più di 90 giorni, con una proroga massima di altri 60. L’unica alternativa possibile, in casi eccezionali, è una legge ad hoc». La visita in regione di un dirigente solitamente scelto da amministrazioni quali l’Interno, le Infrastrutture o l’Economia, precisa ancora Giarola, è una delle attività di routine del servizio ispettivo del dipartimento inserita nella legge istitutiva della Protezione civile, la 225. Ogni anno il programma prevede 20-25 ispezioni nelle situazioni di lunga emergenza e in fase di scadenza, «ispezioni mirate a verificare quanto posto in essere dai commissari sotto gli aspetti contabile e amministrativo». Si tratterà dunque di un monitoraggio su quanto fatto dal commissario della terza corsia in termini operativi ed economici, anticamera di un ritorno alle procedure ordinarie che la Protezione civile, proprio sulla base della legge che l’ha recentemente riformata, considera scontato. L’ispettore, conclude esplicitamente Giarola, «farà una rassegna dello stato dell’arte per preparare al meglio il trasferimento delle pratiche all’attività ordinaria».

La comunicazione resa nota in consiglio di amministrazione di Autovie Venete lunedì scorso non era dunque una buona notizia. Non almeno nel senso che avrebbero voluto la giunta Tondo e i vertici della concessionaria e di Friulia, convinti dell’opportunità di un prolungamento della gestione commissariale. A questo punto, stando alle spiegazioni della Protezione civile, non resterà che puntare su una legge che tenga conto dell’eccezionalità dell’opera. Ipotesi contenuta anche nell’ordine del giorno approvato dal governo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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