Quotidiani locali

Pochi medici al Punto nascita, allarme rosso

Il dottor Calcagnile: «Attività a rischio». Romoli rilancia l’ipotesi del mantenimento dei due reparti ma con un unico primario

Non basta la spada di Damocle della possibile (per alcuni certa) chiusura che pende ormai da anni sulla testa di medici, ostetriche e infermieri. Il Punto nascita di Gorizia soffre quotidianamente anche per la scarsità di risorse umane. Ovvero: manca personale.

A denunciarlo in maniera chiara e anche un po’ inaspettata Ferdinando Calcagnile, primario facente funzioni del reparto materno-infantile. Ha approfittato della presentazione della nuova smart tv donata ieri mattina dalle mamme di Gorizia al reparto per mettere il direttore generale dell’Ass isontina Marco Bertoli davanti alle sue responsbilità. «Su un organico previsto di 10 medici ne mancano tre, più il primario (che dovrà essere individuato attraverso da un concorso sempre se verrà bandito, ndr): vale a dire il 40% dell’intera pianta. Questo mette a seria prova il funzionamento del reparto: sarà molto difficile mantenere i servizi essenziali per le nostre pazienti».

Insomma, il Punto nascita di Gorizia rischia di morire ancor prima dell’eventuale decisione politica relativa alla sua chiusura: semplicemente perché qualcuno ha “staccato la spina”. La risposta di Bertoli? «Noi obbediamo alle determine della Regione che ci hanno impedito di acquisire personale in pianta stabile. Per i prossimi due mesi, cercheremo di arrangiarci: con l’autunno, mi impegno a garantire i posti di ruolo per garantire stabilità al lavoro del reparto», le parole del direttore generale.

Altrettanto chiaro è stato l’intervento (politico) del sindaco Ettore Romoli. «La televisione donata oggi non è soltanto il regalo di un bell’oggetto ma testimonia il fatto che questa città non vuole perdere il Punto nascita ed è pronta a mobilitarsi». Il sindaco ha ricordato anche il recepimento, da parte della giunta Tondo, dell’accordo Stato-Regione che impone l’addìo ai Punti nascita con meno di 500 parti/anno. «Comprendiamo che stiamo vivendo periodi calamitosi in cui è necessario razionalizzare e fare sacrifici ma Gorizia non vuole recitare la parte dell’agnello sacrificale. Mi risulta che la decisione della giunta regionale sui reparti materni-infantili non sarà immediata ma, sin d’ora, rimarchiamo che non accetteremo la chiusura del reparto goriziano». Romoli ha, quindi, rilanciato l’idea di mantenere aperti entrambi i Punti nascita di Gorizia e di Monfalcone ma con un primariato unico. «Diversamente - le sue parole - si farebbe un grave torto ad una delle due città. La guerra sanitaria fra Gorizia e Monfalcone ha caratterizzato trent’anni della nostra storia. Non ne possiamo più. Con Cortiula si era stemperata questa battaglia, mi auguro che si continui su questa linea anche con la direzione Bertoli». L’ipotesi del primariato unico, nell’assemblea pubblica promossa da Sel martedì scorso, era stata bocciata con fermezza dal direttore generale dell’Ass. Ieri, il direttore non è stato così tranchant e definitivo nel suo giudizio. «Tutto è fattibile se ci sono le risorse. Se la Regione darà vita a una determina che stabilisce contributi aggiuntivi, si può discutere».

Alla piccola cerimonia hanno preso parte anche la combattiva Geny Furlan, presidente del Comitato “Voglio nascere a Gorizia” («Dicono che non dobbiamo essere campanilisti ma oggi lo vogliamo essere: si chiuda Monfalcone e si garantisca vita e operatività al reparto goriziano») e l’assessore Silvana Romano la quale ha evidenziato che ci sono moltissime «mamme agguerrite» pronte a difendere Ostretricia e ginecologia del San Giovanni di Dio. Concetti (chiaramente) condivisi dall’altro assessore Francesco Del Sordi. Questi, peraltro, ha ricordato il senso della donazione. «La smart tv è un servizio unico che solo il Punto nascita di Gorizia offre in regione. Chi lo vorrà potrà collegarsi prima e dopo il parto con i propri cari, magari anche all’estero. Una bella novità». E sempre ieri mattina sono stati donati al reparti di Pediatria nuovi giocattoli, destinati ai bambini ricoverati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia il Piccolo
su tutti i tuoi
schermi digitali. 2 mesi a soli 14,99€

ATTIVA Prima Pagina
ilmiolibro

Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana