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A Trieste fontane “chiuse per ferie” I turisti restano all’asciutto

Un impianto monumentale su due, in centro, non funziona. Quattro continenti e Giovanin i casi storici. Piazza Borsa in attesa, piazza Goldoni in manutenzione

I Quattro continenti di piazza Unità? Fuori uso. Il Giovanin di Ponterosso? Idem. Il Nettuno di piazza della Borsa? Anche. Le docce sotto il porta-cd di piazza Goldoni? Come sopra. Le vasche di Sant’Antonio? Mezze vuote e senza schizzi. In centro storico, e nelle zone limitrofe ad alta frequentazione turistica, una fontana monumentale su due, più o meno, non zampilla. Morale: le foto più sfogliate e cliccate di una torrida estate in città - quelle che ritraggono ragazzini e turisti che rimestano le mani in acqua portandosele poi a cucchiaio su viso e capelli - a Trieste sono merce rara.

Ma questo, più che alla diligenza asburgica degli “utenti”, si deve a un dato di fatto. Che viene a galla - tanto per restare in tema d’acqua - facendo un banale “giretto” in città e andando poi a incrociare ciò che si è visto con i dati del Comune come proprietario e dell’AcegasAps come gestore. Su una decina di fontane monumentali dislocate nei punti maggiormente turistici (delle 29 censite su suolo municipale), cinque risultano avere appunto i rubinetti chiusi, per vari motivi.

Il problema, e ciò è facilmente intuibile, nella maggior parte dei casi non è affare di oggi, ma è oggi - causa i bollenti spiriti per motivi meteorologici - che si fa sentire. Via dunque alla lista. Nel “libro bianco” - quello degli impianti che ufficialmente funzionano - ci sono ad esempio i Tritoni di piazza Vittorio Veneto (anche se lì qualcuno si è lagnato che le vasche imputridiscono...), la fontanona circolare di Barcola, il mascherone di largo Bonifacio a inizio Viale, la fontana dell’Ariston lungo viale Gessi, e l’obelisco tricolore di Montuzza. Lì, proprio ieri mattina, un cane di taglia medio-grande sguazzava allegramente dentro la “vasca” quando un uomo, che si è qualificato come un addetto Acegas, ha gelato la padrona in barba alla calura insoportabile. “Signora, se vuole bene al cane, lo tiri fuori subito perché con tutte le sostanze chimiche che abbiamo buttato dentro in questi giorni potrebbe morire”, avrebbe detto il tecnico. Nel pomeriggio dal Municipio e dalla multiutility non sono arrivate conferme di un trattamento di pulizia in atto nelle fontane monumentali. Resta così il dubbio che si sia trattato di uno scherzo (di dubbio gusto) o di qualcuno che non c’entrava o di un addetto vero che cercava di scoraggiare la padrona, già crucciato dall’idea di dover poi ripulire i filtri dai peli del cane. Resta però anche il fatto che - tengono a precisare da AcegasAps - i cani nelle fontane non possono entrare, e un vigile zelante di passaggio potrebbe anche multare il padrone.

Nel “libro nero” - ecco che ci siamo - non ci sono dunque impianti out per manutenzione anti-batterica. I già citati Quattro continenti e il Giovanin sono fuori servizio da un pezzo: in piazza Unità gli impianti di pompaggio e ricircolo si sono rivelati inadeguati subito dopo l’entrata in funzione, in Ponterosso mancano le valvole preposte all’utilizzo, come si legge in una relazione tecnica datata gennaio 2012. Il Nettuno è crepato sul fondo e - prima di tornare a zampillare - deve essere messo apposto dalla stessa impresa che si è occupata della riqualificazione di piazza della Borsa. Per questo da qualche giorno il perimetro è delimitato da un nastro biancorosso che sa d’ammonimento: nessuno s’avvicini.

La fontana di piazza Sant’Antonio, quindi, mostra - mostrava ieri mattina almeno - “vasche” mezze d’acqua stagnante senza spruzzi annessi. Quella di piazza Goldoni, infine, proprio in questo momento è in manutenzione ed è aridissima. Viene ancor più caldo solo a guardarla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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