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Rilancio del Porto di Trieste: un Piano senza fondi

Dalla ferrovia interna alle bonifiche e al restauro della Torre del Lloyd Nel progetto pluriennale opere per 582milioni, di cui però 434 da reperire

TRIESTE. In questa deprimente e preoccupante situazione economica sarebbe meglio non aver bisogno di niente. Invece a Trieste non si fa che la conta di quello che è urgente realizzare, aggiustare, completare, aggiungere, cambiare, sviluppare, traslocare, salvare. Mentre le circostanze fanno anche sì che manchino, contemporamente, il Piano regolatore generale (in rifacimento) e il Piano regolatore del porto, quest’ultimo approvato nel 2010 ma ancora in fase di analisi per le valutazioni ambientali appunto al ministero dell’Ambiente, che appena chiede ulteriori chiarimenti prima di dare il definitivo via libera.

E mentre le faccende comunali si snodano giorno per giorno, e sull’enorme riqualificazione da 1 miliardo e mezzo di Porto vecchio si materializza la stretta del credito (con la ricerca di ulteriori investitori a garanzia), ancora più impressionante è focalizzare tutto ciò che il principale asse economico della città dichiara essenziale per il proprio rilancio da qui al 2014 e oltre, rinnovando, migliorando e ampliando.

La dichiarazione d’intenti era stata esplicitata alcuni mesi fa, quando l’Autorità portuale presentò in volume, con evidenza schematica e con analisi dettagliate e interessanti, la lista del “Piano di rilancio pluriennale”. Siamo a metà 2012 e le cifre sembrano sempre più impressionanti: gli intenti sono arrivati a sommare lavori per 582 milioni di euro cantierabili in 3 anni, di cui 434 non finanziati, e in dettaglio 321 da cercare presso “altri” (ministero, Regione, ecc.).

Il documento avvertiva che la tabella era “teorica”, dipendente da tre condizioni: approvazione del Prg a inizio 2014, possibilità di avviare tutti gli interventi contemporaneamente, finanziamenti disponibili per tutte le opere. Dunque, sostanzialmente una planimetria, solo un piano di lavoro.

In controluce si capiscono così le necessità, a partire da cose basiche come la pulizia. Secondo gli operatori, riferisce il testo in apertura, c’è troppa sporcizia in porto, mancano servizi igienici, le strade interne sono da assestare perché penalizzate da «buche, avallamenti e rappezzi». Servono inoltre segnaletica adeguata perché il traffico è «caotico», luoghi adatti ai camionisti «oggi allo sbando», una fognatura (che non esiste se non per segmenti), varchi più blindati e anti-intrusi, dotati di climatizzazione. E, soprattutto, sono urgenti maggiori servizi di ferrovia interna e, notoriamente, in entrata-uscita dal porto; le bonifiche (anche dall’amianto, e non solo da Sito inquinato nazionale, velocizzate dalle nuove procedure firmate a Trieste dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini con tutti gli enti interessati). Bisogna poi costruire nuovi magazzini e ristrutturare i vecchi. È necessario un Centro servizi che raggruppi gli organi tecnici e di sorveglianza. Perfino consolidare statisticamente la Torre dirigenziale del Lloyd.

A fine 2011 c’erano 14 interventi in corso, per una spesa di 118 milioni, di cui i principali, oltre ai restauri museali in Porto vecchio, riguardano il prolungamento della diga foranea davanti a riva Traiana (49 milioni, quasi tutti del ministero delle Infrastrutture) e la riqualificazione dell’Arsenale San Marco (12,3 milioni dalla Regione).

Il piano delle opere era stato suddiviso in tre grandi capitoli. Il primo focalizza quello che si può già fare, col Prg vigente. Qui sono stati iscritti, con le relative cifre, la famosa piattaforma logistica di ampliamento (mancano i 182 milioni del secondo stralcio), il terminal ro-ro alle Noghere (costo di 27 milioni di cui 2 a disposizione), un nuovo terminal ferroviario a Campo Marzio (10 milioni di cui 1 disponibile), l’ampliamento della banchina nord del Molo VII (19 milioni, 2 a disposizione) nuove gru al Molo VII (7 milioni, 1 a disposizione), un magazzino frigo al Molo V per prodotti ortofrutticoli (7,5 milioni, 1,5 a disposizione), un’area di sosta per camion nella zona ex Esso (6,5 milioni di cui 800 mila disponibili), l’acquisizione (3 milioni) di terreni alla stazione ferroviaria di Prosecco, per parcheggio ma anche per un eventuale spostamento del Punto franco da Porto vecchio; la messa a norma di magazzini, un nuovo raccordo stradale tra Porto nuovo e Scalo legnami, il consolidamento della Torre del Lloyd, la bonifica alla ex Esso, la riqualificazione dei varchi. E, ancora, la fine dei restauri del polo museale e la riqualificazione urbana delle rive cittadine, idea già lanciata dal precedente vertice dell’Authority: lavori tre lotti, per 4,2 milioni di euro (di cui 600 mila disponibili). L’avvio della gara era stato previsto, nella tabella dei cronoprogrammi, per il primo semestre 2012.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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