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Università, salgono i fondi legati al “premio qualità”

Inferiore al previsto l’abbassamento dello stanziamento complessivo, cresce di oltre un milione la quota assegnata in base al livello di formazione e ricerca

La ricerca paga. E premia. Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha comunicato agli atenei il riparto del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo in sigla). Una torta di circa 7 miliardi di euro. Per le Università di Trieste e di Udine, federate da una settimana, le notizie sono buone. In entrambi i casi persino superiori alle aspettative certificate dai bilanci di previsione. Entrambi gli atenei hanno contenuto il taglio di sistema del Ffo grazie alla quota premiale assegnata alle università in base ai risultati di ricerca e didattica: a livello nazionale 910 milioni di euro, il 13 per cento degli stanziamenti complessivi, cresciuto rispetto all’anno scorso quando la “quota premiale” era fissata a 830 milioni.

L’Università di Trieste per il 2012 riceverà 95,8 milioni di euro a fronte dei 96,6 del 2011, in lieve (meno 0,8 per cento) riduzione rispetto al 2011. Non male visto che il bilancio di previsione dell’ateneo triestino prevedeva una riduzione del 2,2 per cento. «È andata meglio del previsto - commenta il rettore Francesco Peroni-. Visti i tempi siamo costretti a fare i salti di gioia per i minori tagli». L’Università “federata” di Udine conquista, invece, un importo pari a 74milioni e 9mila euro, in leggero calo rispetto ai 74 milioni e 588 mila euro dello scorso anno. «Si tratta, come di consueto - spiegano i due atenei - di assegnazione provvisoria, in quanto priva di alcune poste quali, ad esempio, quelle relative ai dottorati e agli assegni di ricerca, che vengono comunicate successivamente».

Per fortuna c’è il premio a compensare, sia per Trieste sia per Udine, i tagli crescenti degli ultimi esercizi. Cresce infatti la quota premiale attribuita all’ateneo giuliano, in ragione della qualità della formazione e della ricerca scientifica: quota che, predeterminata in via generale nel 13% del Ffo, si è tradotta, per l’Università di Trieste, nella somma di 13,2 milioni di euro. In soldoni si tratta di un incremento di oltre un milione di euro rispetto al 2011. In termini percentuali, l’incidenza della premialità si attesta al 13,8, in luogo del 13,5 del precedente esercizio. A Udine va ancora meglio. L’ateneo friulano ha contenuto il taglio di sistema del Ffo grazie alla quota premiale (assegnata in base ai risultati di ricerca e didattica) cresciuta da 10 milioni 810 mila euro a 11 milioni 547 mila euro (più 6,81 per cento), con un aumento dell’incidenza della quota di premialità sul Ffo che passa dal 14,5 per cento del 2011 al 15,6 per cento di quest’anno a fronte della media italiana del 13 per cento circa. Un risultato positivo che emerge anche dal fatto che l’importo assegnato all’università friulana, come nel caso di Trieste, è superiore di oltre 1 milione di euro rispetto ai 73 milioni che prudenzialmente erano stati messi a bilancio di previsione. Tutto grasso che cola di questi tempi. «In un trend di cronico definanziamento del sistema universitario, sul quale non possiamo che ribadire tutte le nostre riserve, costituisce un dato confortante - osserva i Peroni - che l’assegnazione del finanziamento statale per il 2012 registri un taglio notevolmente inferiore rispetto ai passati esercizi, e comunque al di sotto delle nostre previsioni. È bene sottolineare come tale esito positivo sia, ancora una volta, frutto dell’elevata percentuale di quota premiale che la nostra Università vede riconoscersi, in misura superiore alla media degli atenei italiani, in ragione della crescente qualità dei propri risultati sul piano della formazione e della ricerca scientifica». Cristiana Compagno, rettore di Udine, è sulla stessa lunghezza d’onda anche se non manca di recriminare sulla penalizzazione di Udine. «Anche quest’anno – spiega il rettore Cristiana Compagno – l’Università di Udine è riuscita a contenere i tagli statali grazie all’ottimo risultato dell’incidenza della quota di premialità sul finanziamento complessivo che ci vede ben oltre la media nazionale. Tuttavia, rilevo con rammarico che anche per il 2012 la nostra Università è ancora fortemente sottofinanziata. Il sottofinanziamento per il 2012 dell’Università di Udine è pari a quasi 8 milioni di euro, dato che colloca l’ateneo anche per quest’anno tra le università maggiormente penalizzate in Italia». Una volta tanto non è Trieste a lamentarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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