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Vino, pesce e happy hour debutto sotto il temporale

Solo l’inaugurazione si è salvata dal maltempo. Fuggi-fuggi generale dai chioschi Blasini (Pro loco): «Ritorno alle origini per una delle manifestazioni più sentite»

Debutto sotto pioggia e vento per la “Mostra del vino e del pesce”, con fuggi-fuggi generale e espositori costretti a mettere in salvo i loro prodotti. Solo l’inaugurazione si è salvata, con i chioschi già presi d’assalto da centinaia di persone. Poi, attorno alle 19.30, il cielo si è rabbuiato, sulla festa si sono accaniti forti raffiche di vento e un temporale, peraltro annunciato. Un peccato, perchè la Mostra si era aperta in una cornice allegra e variopinta: il taglio del nastro era avvenuto con la rituale calca di cittadini, in prima fila il sindaco Silvia Altran, l’assessore Paola Benes e Luca Bulfone, direttore generale Risorse rurali della Regione, a Monfalcone per suggellare l’affiliazione al marchio “Tipicamente friulano”, conquistato dall’evento. E a fare gli onori di casa Carlo Blasini, presidente della Pro loco, organizzatrice dell’evento. Dalla pioggia si sono salvate anche la sfilata del gruppo Costumi tradizionali bisiachi e l’accensione del braciere dell’amicizia: il tedoforo della Polisportiva Marcelliana è partito dalla sede della Pro loco ed è arrivato in piazzetta Unità, dove la sua corsa si è conclusa con lo sprigionarsi delle fiamme propiziatorie.

L’inaugurazione, sulle note della banda civica, ha dato il via all’assalto dei chioschi. Tra le novità, anche la presenza di uno stand con i vini di Castelvecchio, new-entry in quest’edizione. Il presidente della Pro loco Carlo Blasini ha sottolineato le radici profonde di questa manifestazione: proprio in omaggio al suo passato si è scelto di ripescare l’originario nome di “Festeggiamenti di Sant’Antonio – Mostra del vino e del pesce”, grazie all’inedita collaborazione con la Cooperativa pescatori. Proprio i pescatori di Monfalcone, nell’800, erano soliti celebrare il loro patrono con una messa nella chiesa del Rosario, all’epoca in via Duca d’Aosta. I festeggiamenti si protraevano fino a sera con la cena a base di sardelle, calamari e tutte le altre prelibatezze che il mare poteva offrire. Nel 1957 la Società di mutuo soccorso ha riproposto l’iniziativa, impreziosendola con i fuochi d’artificio sul Carso, da anni però vietati per motivi di sicurezza.

«C’è orgoglio – ha sottolineato Blasini – per aver lavorato con efficienza ed essere riusciti ad afferrare il marchio Tipicamente friulano. Gli eventi allestiti, a partire dal salottino degli aperitivi in piazza, sono numerosi e spero che tutti i cittadini trovino un’opportunità di divertimento, non solo con il calice, ma anche con la testa. L’invito è a mantenere educazione e senso civico, nel rispetto della comunità e dell’organizzazione». «Sono lieta – ha affermato il sindaco – che questa tradizione continui e mi fa piacere che si sia recuperata la formula delle origini, con il chiosco del pesce: uno dei segnali che stiamo cercando di dare è proprio l’importanza del ripercorrere le comuni tradizioni. La quantità e la qualità dei prodotti degli espositori mi pare buona, so che c’è aspettativa nei cittadini e mi compiaccio della collaborazione tra Comune e Pro loco». Da tradizione la parola è passata poi all’agronomo Claudio Fabbro, che ha disquisito sui vini passiti della Bisiacaria, e quindi al presidente di Assoenologi Rodolfo Rizzi.

La Festa del vino, confidando in un tempo migliore, prosegue oggi alle 17.30, in piazza della Repubblica, con ”Zughemo come ’na volta”. Alle 20, invece, musica dal vivo con Livio e Francesco e, alle 21, “Who’s on stage?”, rassegna pop-rock con i “Cultured Apes”, i “Fist of Rage” e gli “Insanity Fair”. Domani e sabato un’apertura serale straordinaria dei negozi del centro coronerà la festa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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