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Tornatore racconta l’amore nelle case d’asta

Il regista Premio Oscar svela alcuni particolari del film “The Best Offer”. Sul taglio dei fondi al cinema: «Punizione a priori»

TRIESTE. «È una storia d’amore che si svolge nel contesto delle aste d’arte, un mondo che mi attraeva perché nel cinema si è sempre visto poco»: questa la stringata descrizione che Giuseppe Tornatore ha concesso ieri nella conferenza stampa di “The Best Offer”, il nuovo film che sta girando a Trieste. Il regista Premio Oscar ha incontrato la stampa nella Sala Rossa della Camera di Commercio insieme alla protagonista Sylvia Hoeks. Com’è sua abitudine, però, della trama del film non ha voluto far trapelare nulla. «Posso dire solo che da tempo mi incuriosivano i cataloghi di alcune case d’aste che arrivavano in ufficio senza che li avessi chiesti. Com’è successo spesso nel mio cinema, è un’idea che mi portavo dietro da tanto, sulla quale ciclicamente tornavo». Per scegliere i protagonisti, Tornatore ha ragionato sulle necessità di una storia non italiana, da girare in inglese: «Geoffrey Rush, il protagonista, interpreta un battitore d’aste. Questo personaggio mi sembrava pensato apposta per lui: quando ha ricevuto il copione, mi ha risposto subito positivamente. È stata semplice anche l’idea di Donald Sutherland, mentre per trovare gli attori giovani, Jim Sturgess e Sylvia Hoeks, ho fatto provini anche a Los Angeles». La Hoeks, modella e attrice dei Paesi Bassi molto celebre in patria, si dichiara entusiasta: «Lavorare con Tornatore è fantastico, perché sa esattamente cosa vuole e ha una grande passione per il cinema». “The Best Offer”, insieme a “La bella addormentata” di Bellocchio e alla fiction Rai “Un caso di coscienza”, rischia di veder cancellato il finanziamento del Film Fund regionale già assegnato (330mila euro per le tre produzioni). Il presidente Tondo ha dichiarato che i finanziamenti dovrebbero essere reintegrati ma niente è certo fino al prossimo 28 giugno, quando si discuterà la variazione di bilancio. Inoltre, specifica il presidente della FVG Film Commssion Federico Poillucci, «il Film Fund l’anno scorso era più del doppio di quello che adesso dovrebbe essere reintegrato»: la mancata concessione del resto del fondo metterebbe in pericolo anche l’arrivo del prossimo film di Roberto Faenza e di una fiction per la tv prodotta da Ciao Ragazzi. Commenta Tornatore: «Non ho avuto tempo di seguire la faccenda per quanto concerne il mio film ma, riguardo a quello di Bellocchio, avevo intuito che la negazione del finanziamento voleva entrare nel merito del film, come una punizione a priori: è una cosa sbagliata e da condannare». Il produttore di Paco Cinematografica, Arturo Paglia, calcola invece che «in confronto al fondo che ci è stato assegnato spendiamo il millecento per cento». Le polemiche sui finanziamenti regionali tuttavia non mettono in crisi il rapporto di Tornatore con Trieste: «Sono qui perché mi piace la città, ho lavorato molto bene per “La sconosciuta” ed ero sicuro di trovare un ambiente favorevole, accogliente, collaborativo. Non sono stato deluso. Se dovesse capitare, ci tornerei una terza volta». Il capoluogo giuliano non è l’ambientazione esplicita del film, ma ha costituito «la risoluzione di una serie di problemi organizzativi. Cercavamo una città mitteleuropea e sapevo che qui avrei potuto ritagliare ambientazioni non identificative dal punto di vista geografico: una delle tante caratteristiche positive di Trieste rispetto al cinema». In questa nuova trasferta triestina, Tornatore ha scoperto anche il Porto Vecchio: «È un luogo ricco di potenzialità per il cinema: avrei voluto conoscerlo nel ‘97 quando preparavo “Il pianista sull’oceano”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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