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Udienza sul delitto di Gretta. «Console va trasferito al Coroneo»

Lo chiederà oggi l’avvocato: rapporti tesi con gli altri detenuti e con gli agenti, «a Gorizia non vive più»

«Chiederò al presidente del gip Guido Patriarchi che il mio assistito, Giuseppe Console, sia trasferito da Gorizia in un altro carcere. Possibilmente in quello di Trieste. Lì non riesce più a vivere».

Lo ha dichiarato ieri l’avvocato Paolo Bevilacqua, difensore di uno dei due assassini di Giovanni Novacco, il giovane sequestrato, seviziato e ucciso nella notte tra il 25 e il 26 agosto scorso in un appartamento abbandonato di una palazzina Ater di via Tolmezzo.

Giuseppe Console stamane presenzierà all’udienza in cui lo stesso giudice Guido Patriarchi conferirà a due medici l’incarico di sottoporlo a perizia psichiatrica. Una analoga perizia sarà effettuata sull’altro imputato, Alessandro “Tex” Cavalli. L’esito di questi due esami dovrà essere redatto in una sessantina di giorni, estensibili a novanta. Dunque entro l’inizio dell’autunno la sentenza di primo grado sarà pronunciata. Dal momento dell’omicidio di Giovanni Novacco, alla condanna che al momento appare ineludibile, sarà passato un anno o poco più: si tratta di una velocità inusuale in base alla statistiche italiane sui tempi medi dei processi penali.

Ma ritorniamo alla richiesta di trasferimento che verrà formulata oggi in udienza dall’avvocato Paolo Bevilacqua. Giuseppe Console, dopo avere aggredito e sequestrato un agente della polizia penitenziaria per tentare una impossibile evasione, è rinchiuso da solo in una cella destinata a otto detenuti. Questo perché il suo maldestro tentativo di fuga ha provocato, secondo gli altri detenuti, un “giro di vite” a livello disciplinare in è cui rimasta coinvolta tutta la popolazione carceraria di quel penitenziario. La responsabilità di questo peggioramento delle condizioni di vita viene attribuita a Giuseppe Console e la direzione teme che possa essere punito. Di certo è già stato emarginato e penalizzato. Fin qui tutto chiaro o quasi.

Ma nella vicenda pesa anche un’altra situazione. Il giovane assassino, dopo aver sequestrato in cella e colpito con un tubo di metallo un agente della polizia carceraria, non gode certo della “simpatia” degli uomini in divisa che devono sorvegliarlo con attenzione. Prima del sequestro dei loro colleghi lo avevano salvato da un tentativo di suicidio, o per lo meno da una messa in scena di qualcosa di analogo. Ma ora l’ostilità sembra essersi consolidata.

La somma dell’ostilità manifestata dai detenuti e della riprovazione degli agenti hanno creato un clima pesante, a tratti difficilmente vivibile. Certo tutte le regole vengono rispettate, ma un trasferimento a Trieste, secondo il difensore, potrebbe rendere meno difficile il lavoro degli psichiatri incaricati di redigere la perizia.

«Giuseppe Console in questo momento si incontra in carcere con sua mamma e scambia qualche lettera con una ragazza. Io lo vedo spesso per mettere a punto la sua difesa», spiega l’avvocato Paolo Bevilacqua. «Tutti gli altri rapporti non sono contrassegnati dalla cordialità e nemmeno da una burocratica indifferenza. Ecco perché ne chiederò il trasferimento al Coroneo o in un altro carcere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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