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Roma fa retromarcia L’università pronta a nuove assunzioni

Spese per il personale, un decreto rivede il tetto del 90% Peroni: verificare l’impatto che avrà la modifica delle regole

Nessuno, a partire dal rettore Francesco Peroni, se la sente ancora di sbilanciarsi. Di dare cioè i numeri (dei dipendenti in più che potranno esser presi) né tantomeno di indicarne i tempi (già da quest’anno, o se ne riparla nel 2013?). L’unica certezza a oggi, a meno di clamorose retromarce di un provvedimento romano formalmente in dirittura d’arrivo, è che l’Università di Trieste potrà tornare ad assumere dopo il blocco imposto dalla riforma Gelmini dal 2009 compreso in poi, con la sola eccezione del 2010. È l’anno in cui, peraltro, fu bandito il concorso per una trentina di nuovi ricercatori che si concluse nel 2011, quando venne reintrodotto il blocco: quei trenta ricercatori vennero beffati.

Un decreto legislativo firmato dal ministro Francesco Profumo - il 437, che dopo gli aggiustamenti politici nelle commissioni tematiche di Camera e Senato è in fase di “visto di registrazione” della Corte dei Conti - supererà infatti a breve il principio-ghigliottina del 90% come percentuale-limite del Ffo (il contributo ordinario dello Stato) da destinare alle spese per il personale: sforamento uguale timbro di ateneo “non virtuoso”, e dunque non abilitato dal ministero a pigliare a libro paga gente nuova, di ruolo. Un timbro che Peroni e i vertici universitari avevano sempre ritenuto limitativo in quanto altri contesti accademici, magari indebitati fin sopra il collo, continuando pure ad accumulare cambiali su cambiali erano riusciti talvolta a camuffare le loro difficoltà nel pagare il monte-stipendi rientrando così sotto quel 90%.

Il nuovo decreto, stando alle anticipazioni delle versioni più o meno definitive circolate in questi mesi, dovrebbe sì abbassare la soglia all’80% introducendo però criteri di gradualità al posto del “dentro o fuori”, e soprattutto allargando il bacino di pesca, per i conteggi finali, dal solo Ffo a ulteriori parametri: dai proventi dalle tasse universitarie alla programmazione triennale, passando per un’analisi dell’esercizio in corso e, per l’appunto, per i livelli di indebitamento, arrivando così a una fotografia più ampia della cosiddetta “capacità di gestione finanziaria” di un ateneo.

La notizia, pur se attesa, è fresca di ore. E un’accelerazione, affinché iniziasse a circolare, l’ha impressa il senatore friulano della Lega Nord Mario Pittoni. Il quale domenica scorsa, proprio al congresso provinciale del Carroccio, ha annunciato che il provvedimento, che lui ha contribuito a caldeggiare in commissione a Palazzo Madama davanti al ministro di Monti, è “maturo”. Ma era comunque una strada obbligata, ribattono da altre campane, per il governo attuale, che s’era reso conto che con i paletti della riforma Gelmini sarebbe rimasto “virtuoso” un quinto soltanto delle università di Stato.

Tant’è, è il risultato finale che conta, in particolare per Peroni, conscio che col vecchio regime Gelmini anche quest’anno Trieste sarebbe stata tagliata fuori, ancorché d’un soffio forse (le percentuali dell’esercizio in corso uscivano di norma a marzo, stavolta non sono state ancora rese note proprio in vista del cambio del calcolo di chi è “virtuoso” e chi no). Fuori dalla possibilità di effettuare nuove assunzioni, per l’appunto. Possibilità che ora diventano concrete, anche se finché carta non canta, e ministero non attua, il rettore non sa se «la nuova disciplina sarà applicabile già dal 2012, come auspico, o dall’anno a venire». «L’Università di Trieste - prosegue Peroni - è tra quelle che in termini di blocco delle assunzioni più hanno sofferto i guasti di politiche nazionali di continui tagli finanziari, combinate con paletti legali tanto vessatori quanto inefficaci. Basti dire che il blocco delle assunzioni ha penalizzato atenei con i conti sempre in ordine, come il nostro, e permesso invece di assumere a università indebitate. Ciò detto, attendiamo la nuova disciplina fiduciosi che essa superi, almeno in parte, questi squilibri. Nelle prossime settimane verificheremo l’impatto delle nuove regole in termini di programmazione di Ateneo, tenendo conto delle non poche posizioni in attesa di risposta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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