Menu

GORIZIA IN ROSA/1.A

La contessa che amava i cavalli e l’Africa

L’affascinante storia di Lyduska: riuscì a impedire che la sua villa finisse in Jugoslavia

Lyduska de Nordis Hornik è stata una vera business woman goriziana della metà del secolo scorso, capace di avviare e gestire un’azienda agricola in Africa per più di 50 anni. Volitiva, carismatica, bella, la contessa Lyduska era figlia della nobile Lidia de Nordis e dell’ufficiale boemo Ferdinando Hornik. Passava abitualmente le vacanze a Gorizia nella villa di famiglia, che il nonno paterno Antonio de Nordis aveva fatto costruire nel 1830 sulle rive dell’Isonzo, a Salcano. Pochi sanno di questa villa che esiste ancora tra le stradine bianche in fondo via degli Scogli, dove finisce Gorizia e comincia Salcano.

Era una abilissima amazzone. Cavalcava in ogni momento della giornata e sempre a piedi nudi, imperterrita, nonostante una caduta da bambina le avesse procurato una osteomielite cronica. Conosceva 6-7 lingue, il che le permetteva di avere amici di varia nazionalità. A 24 anni, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, si propone come consulente di equitazione per il Comando Alleato di stanza a Gorizia. Villa de Nordis diviene in quegli anni punto di riferimento del jet set internazionale. Si dice che Lyduska avesse uno stuolo di ammiratori, ma lei scelse l’amore. Contro tutti sposa Nanni Piotto, un giovane non nobile né ricco. Come regalo di nozze riceve dallo zio Francesco Dolfin (della nobile famiglia veneziana dei Dolfin) una tenuta in Kenya.

Fu l’inizio della sua vita da imprenditrice. Si trasferisce in Kenya per seguire in prima persona il lavoro nelle piantagioni di prodotti tropicali, tentando anche delle sperimentazioni, che oggi chiameremmo biologiche. Entra nel giro esclusivo della comunità britannica di Nairobi e diviene amica di Sarah Churchill (terzogenita dello statista inglese), che sarà spesso sua ospite a Gorizia.

A guerra finita, viene a sapere che si stanno ridisegnando i confini tra l’Italia e la Jugoslavia. Si precipita a Gorizia per seguire la sorte della sua villa posta proprio sulla linea del futuro confine. Le mappe catastali dell’epoca mostrano in modo inequivocabile che all’altezza di villa de Nordis il tracciato forma uno strano angolo acuto per inglobare tutta la tenuta al di qua del confine.

Lyduska de Nordis Hornik riusciva a deviare due confini di Stato. Non male per una donna! Successivamente la sua vita continuò al 90% in Africa. Nulla la legava a Gorizia, se non i ricordi di una splendida infanzia e adolescenza. Tornerà di tanto in tanto col suo entourage (ovviamente di colore), ma le accoglienze dei goriziani non erano mai affettuose. Era molto chiacchierata in città, ma lei se ne curava poco. Per una donna che affrontava quotidianamente le difficoltà di una occidentale in Africa, i pregiudizi di Gorizia nei suoi confronti erano solo provincialismi di cui non tener conto.

Nel 1963 il Kenya riesce ad ottenere l’indipendenza dal Regno Unito. Anche le piantagioni della contessa vengono nazionalizzate. Ciononostante, non getta la spugna. Riparte da zero, acquistando una azienda più piccola sempre in Kenya, a Karen il paesino che prese il nome da Karen Blixen, la scrittrice de “La mia Africa”. Anche la storia della contessa goriziana, se ci fate caso, assomiglia molto a quella della danese Blixen. Nel 1970 Lyduska perde il suo caro Nanni in un banale incidente stradale a Latisana. E non avevano avuto figli. La sua casa è sempre più l’ Africa. Riparte per Karen, dove continuerà a fare l’imprenditrice per altri

trent’anni, da sola e in terra straniera. Nel 2006 muore in una clinica di Nairobi e, come aveva stabilito, le sue ceneri tornano a Gorizia. Si trovano nella tomba di famiglia nel santuario di Montesanto.

(1.a segue)

Paola Prizzi Merljak

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro