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POLEMIChe

Via dei Campi, sui pini tagliati insorgono Prc e Italia dei valori

RONCHI DEI LEGIONARI Continua a far parlare, scatenando feroci polemiche, la decisione dell'amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari di radere al suolo i 60 pini marittimi di via dei Campi,...

RONCHI DEI LEGIONARI

Continua a far parlare, scatenando feroci polemiche, la decisione dell'amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari di radere al suolo i 60 pini marittimi di via dei Campi, e di attuare un piano per il restyling dell'arteria stradale.

Rifondazione comunista mette in luce come la città non abbia un regolamento sul verde pubblico e privato che tratti gli aspetti inerenti la gestione degli alberi dal punto di vista della tutela ambientale e come la consulta ambientale comunale, composta dall’associazionismo, sia stata costituita tre anni fa per eleggere il presidente, che non ha mai convocato tale organo.

«“La vicenda dell’abbattimento degli alberi di via dei Campi – tuona il consigliere Luigi Bon (Prc) - dimostra come per gli amministratori ronchesi conti poco l'importanza del verde urbano, pubblico e privato, come elemento fondamentale del paesaggio e come uno degli elementi fondamentali del miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini».

E non è la prima volta che ciò succede, visto che è accaduto recentemente a Soleschiano e quattro anni fa un’operazione analoga, non totalmente riuscita, è stata fatta nei confronti del filare dei cipressi di tra via San Lorenzo e il piazzale Otto Marzo.

Un’interrogazione è stata poi presentata dall'Italia dei valori. Nel documento il consigliere Fabio Damonte chiede se prima di procedere con il taglio sia stato chiesto un parere preventivo a un botanico esperto di coltivazioni arboree. «Ci chiediamo – sono le sue parole – se sia stata eseguita qualche perizia sulle alberature sacrificate, da cui si potevano evincere problemi di salute delle piante o della loro stabilità tali da compromettere la sicurezza dei cittadini, ma anche se ci si sia informati riguardo ai vantaggi sulla qualità dell'aria e dell'ambiente cittadino arrecati dalle alberature di grandi dimensioni».

L'Idv mette in luce analoghe “operazioni” a tutto svantaggio del patrimonio arboreo esistente, che hanno interessato i tigli di via Duca d'Aosta. «A questo punto – conclude – mi chiedo quali siano le garanzie sulla gestione futura del patrimonio verde che può offrire questa amministrazione

comunale. Vorrei chiedere alla giunta perchè nel resto d'Europa è diffusa la potatura naturalistica del verde pubblico, rispettosa del corretto accrescimento delle piante, mentre da noi viene portata avanti con pervicacia la dannosa tecnica della “capitozzatura”.(lu.pe.)

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