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«I rifugi antiaerei diventino parcheggi»

Mozione di Un’altra Trieste: «C’è fame di posti auto, non si possono aspettare i nuovi park sotterranei»

Sembrano topaie inavvicinabili. Ma se fossero recuperati, potrebbero diventare parcheggi coperti. Una categoria di servizi di cui il centro - aspettando che vada in porto, chissà fra quanti anni, almeno un “tot” di progetti dei quali si dibatte fin dall’epoca Dipiazza - ha una fame da lupo denutrito. Sono i vecchi tunnel perpendicolari alle gallerie Sandrinelli e San Vito, oggi rubricati come rifugi anti-aerei, per i quali la coppia di Un’altra Trieste composta in Consiglio comunale da Franco Bandelli e Alessia Rosolen - lui come ex assessore comunale ai Lavori pubblici, lei pure ex assessore e attuale consigliere regionale - propone ora un futuro, per l’appunto, di utilità sociale: nuovi parcheggi pubblici, magari a prezzi politici, tre in tutto. Uno a destra del Teatro Romano e un altro sotto scala Cappuccini, in alto di via Pondares, ambedue “diramazioni” oggi off-limits della Sandrinelli (sebbene il primo sia già stato adibito, in passato, e in parte, a deposito di mezzi comunali), e un terzo in zona largo Sonnino, sopra Barriera, “braccio atrofizzato” della galleria di San Vito.

L’idea è fresca fresca, se è vero che la mozione bandelliana è stata appena depositata agli atti dell’aula municipale. Il documento - attorno al quale i due consiglieri di Un’altra Trieste puntano a racimolare una maggioranza politica che l’approvi - «impegna il sindaco a valutare» appunto »con gli uffici la fattibilità progettuale nonché la sostenibilità economica del riutilizzo delle suddette gallerie quali parcheggi per autoveicoli», e «ad aggiornare in tempi ragionevoli il Consiglio comunale sull’esito di tali valutazioni e ad avviare fin da subito un confronto con la cittadinanza per la valutazione complessiva della proposta». Una riapertura clamorosa, insomma, «previa effettuazione di controlli volti ad accertare la sicurezza e la salubrità ambientale», ci mancherebbe.

«Mi rendo conto - insiste in particolare Bandelli - che una riqualificazione di questo tipo comporti mille e un problema da risolvere, dall’illuminazione alla captazione delle acque meteoriche, però siamo praticamente nel 2012, forse sarebbe il caso, per lo meno, di verificare se sia o meno possibile realizzarla, questa riqualificazione, allo scopo di risanare e recuperare una parte della città, facendola diventare nel contempo una “prova” innovativa da contestualizzare nelle prove per il futuro Piano del traffico. Dobbiamo infatti considerare che per il park San Giusto ci vorranno ancora tre anni minimo, e che i progetti sotterranei inseriti nel Piano parcheggi saranno fatti chissà quando. Si potrebbe pensare, all’occorrenza, anche di fare, di questi rifugi anti-aerei, delle aree posteggio temporanee, in attesa proprio che il Piano parcheggi venga realizzato. L’importante, qualora emergesse la fattibilità dell’idea, sarebbe riuscire a mettere a disposizione degli stalli a rotazione a tariffe sociali. In momenti di crisi feroce, come sono quelli odierni, uno sforzo di bilancio in tal senso non sarebbe affatto uno spreco».(pi.ra.)

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