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Patto Gorizia-Nova Gorica, c'è la firma

Berlusconi dà il via libera alla collaborazione transfrontaliera Gect. Coinvolta anche San Pietro Vertojba

GORIZIA Dalle 19.30 di ieri, il Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) non è più una vuota sigla, non è più un organismo in attesa di... riconoscimento. Ieri sera, infatti, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha firmato a Palazzo Chigi, alla presenza del sindaco Ettore Romoli, il decreto che dà il definitivo via libera all'accordo fra i Comuni di Gorizia, Nova Gorica e San Pietro Vertojba.

Un momento atteso, anzi attesissimo. E che permetterà finalmente di far assumere al Gect le sembianze di un jet sulla strada della collaborazione transfrontaliera. La firma del decreto «È un momento molto importante per il futuro di Gorizia e di tutta la zona a cavallo del confine - sottolinea ampiamente soddisfatto Romoli - Questo strumento ci permetterà di interloquire in modo più diretto con l'Unione europea e i governi italiano e sloveno facilitando e accelerando l'attuazione di progetti di sviluppo economico dell'area: Gorizia si riappropria del suo futuro. Ci abbiamo messo un po' per arrivare alla fine di questo percorso ma ci siamo riusciti. Dopo quest'importante decreto, nei prossimi giorni (forse già domani, ndr), mi vedrò con i colleghi sindaci di Nova Gorica e San Pietro: insieme lo firmeremo e, quindi, lo invieremo all'Unione europea per l'ultimo passaggio. Abbiamo dovuto ottenere il nullaosta di sette ministeri e dieci direzioni».

Perché tanto tempo? «La differenza di tempistica fra Italia e Slovenia (quest'ultimo Paese lo approvò quasi immediatamente, ndr) è determinata dal fatto che il Gect è un soggetto di diritto italiano. Pertanto, il controllo di legittimità doveva essere fatto dal nostro governo. Inoltre, quest'accordo è stato il primo in assoluto in Italia e anche il primo in Europa se ci limitiamo alle intese siglate fra Comuni. È chiaro che si è dovuto attendere un supplemento d'indagine». I tre Comuni, ora, procederanno nei tempi più veloci possibili ad eleggere l'assemblea, formata da sette componenti espressi dal Comune di Gorizia, cinque da Nova Gorica e due da San Pietro. L'assemblea diventerà immediatamente operativa e rimarrà in carica quattro anni, due a presidenza italiana e due slovena.

Il commento del ministro Indubbiamente, la nascita del Gect è stata un'operazione di assoluta rilevanza, come risconosce il ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione territoriale, Raffaele Fitto. «Sono molto soddisfatto dell'istituzione del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) tra la città di Gorizia e i due comuni sloveni limitrofi - dichiara il ministro in una nota -. L'area metropolitana transfrontaliera rappresenta un primo importante passo verso la creazione di una vera e propria "città europea" nella logica di una sempre più forte integrazione territoriale in ambito comunitario. Una migliore concertazione sugli obiettivi comuni e la condivisione delle strategie potrà infatti agevolare e rafforzare la coesione economica e sociale dell'area». Il Gect, lo ricordiamo, è un ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, che enti territoriali appartenenti a Stati diversi della Unione europea possono costituire per gestire insieme progetti e interventi di interesse comune a territori limitrofi. Si tratta di un istituto previsto dall'Ue e introdotto nell'ordinamento italiano nel 2009.

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