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«Donne in piazza a Trieste per la dignità»

Mobilitazione anche a Trieste. Appuntamento alle ore 11: "Basta con la mercificazione del corpo"

TRIESTE. Tutte insieme in piazza Unità domattina alle 11, «per difendere la nostra dignità». Le donne di Trieste si sono date appuntamento per domani, davanti al Municipio, in concomitanza con quanto avverrà in molte altre città italiane ed estere, «per protestare – ha spiegato Eugenia "Jeni" Sardo, responsabile del coordinamento donne Trieste e del coordinamento Cgil - contro l'immagine della donna che sta emergendo dalle più recenti vicende del nostro Paese». Vicende che partono dal caso Ruby ma arrivano fino alla disoccupazione femminile. Di qui la mobilitazione nazionale sullo slogan ”Se non ora quando”, al cui appello hanno firmato in tantissime.

«Tutte le organizzazioni di donne della città hanno risposto - ha aggiunto Sardo - perché il problema è grave e sentito trasversalmente e auspichiamo che anche le donne del centrodestra siano con noi, in quanto l'adesione è individuale. Siamo indignate da questo andazzo, il corpo della donna è mercificato. Vogliamo trovare le parole giuste affinché le donne, compatte, protestino. Possono aderire anche gli uomini, perché non tutti concordano col vecchio satiro».

A Trieste la manifestazione sarà caratterizzata dalla componente internazionale data dalla Casa internazionale delle donne di via Pisoni, della quale fanno parte otto associazioni femminili e una cooperativa: Luna e l’altra, Goap centro antiviolenza, Settima onda, Gattanera, il Comitato per i diritti civili delle prostitute, Interethnos, la Società italiana delle letterate, La Mimosa e il circolo Cassiopea. «In Italia – così Sardo – la maggioranza delle donne lavora fuori e dentro casa, si occupa di famiglia e figli, studia.

Moltissime sono impegnate nella politica e nella vita sociale. Questa ricca e varia esperienza di vita è ora cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità e ciò non è più tollerabile. Una diffusa cultura – ha poi detto Sardo citando il manifesto ufficiale che sarà distribuito domani – propone alle generazioni più giovani di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici».

Questa mentalità – ha aggiunto Sardo - e i comportamenti che ne derivano «stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbero invece rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione. Abbiamo superato la soglia

della decenza e il modello di relazione fra donne e uomini, ostentato da alcune delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni».

 

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