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La Consulta boccia il welfare "padano"

«Legge illegittima e discriminatoria verso i cittadini europei ed extracomunitari». I requisiti d’accesso ai servizi sociali vìolano tre articoli della Carta e penalizzano le fasce più deboli. Ma il Carroccio non ci sta

TRIESTE. È un altro stop al welfare del Friuli Venezia Giulia. Ed è il più pesante: la Corte costituzionale, dichiarando illegittima la revisione di stampo padano della legge 6 del 2006 targata Illy e accogliendo il ricorso di Palazzo Chigi, parla esplicitamente di «discriminazione» nei confronti di extracomunitari e residenti da meno di tre anni in regione. Per l’impostazione della maggioranza di centrodestra, è uno schiaffo che fa male. Ma la Lega Nord, per bocca del capogruppo Danilo Narduzzi, non cambia idea, proprio no, sui tetti a tutela degli autoctoni: «I residenti vengono prima».

Era stata, la 6, una delle leggi di maggior rilievo dei cinque anni di Intesa democratica al governo del Friuli Venezia Giulia. Meditata a lungo, rivista e corretta, infine approvata il 31 marzo 2006, appena oltre l’intertempo di metà legislatura. Con il centrodestra, e i dogmi leghisti a premere sugli alleati moderati, ecco il ribaltone dei requisiti per l’accesso ai servizi socio-assistenziali: una serie di modifiche approvate dal Consiglio regionale nel 2009, proprio in Finanziaria. E ora bocciate dalla Corte: «discriminazioni».

Nel marzo scorso il consiglio dei ministri, passando sotto la lente la manovra regionale 2010, aveva esaminato con attenzione l’articolo 9: cinque commi che la Lega aveva imposto e Pdl e Udc accettato, a correzione della 6 sul ”sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”.

L’articolo sotto tiro, già contestato dal centrosinistra e dai sindaci cui spetta l’erogazione di gran parte degli interventi, riscrive le regole d’accesso, ammettendo solo i cittadini comunitari residenti da 36 mesi. Una discriminazione, secondo il governo, perfino nei confronti dei cittadini italiani. Il riconoscimento, qualche riga più in là, a tutte le persone presenti sul territorio regionale del diritto «agli interventi di assistenza previsti da leggi nazionali e comunitarie in vigore» non è bastato al governo. E tanto meno alla Consulta.

Consulta che, in un’articolata sentenza, ricostruisce le motivazioni del ricorso statale e le controdeduzioni della Regione. Emettendo infine un verdetto inequivocabile: il welfare non può essere limitato ai cittadini regionali con più di tre anni di residenza perché, in questo modo, si viola la Costituzione agli articoli 2, 3 e 38. «Detta esclusione assoluta di intere categorie di persone - si legge nel testo della Corte - non risulta rispettosa del principio di uguaglianza, in quanto introduce nel tessuto normativo elementi di distinzione arbitrari, non essendovi alcuna ragionevole correlabilità tra le condizioni positive di ammissibilità al beneficio e i peculiari requisiti che costituiscono il presupposto di fruibilità di provvidenze che, per la loro stessa natura, non tollerano distinzioni basate né sulla cittadinanza, né su particolari tipologie di residenza». In questo modo, osserva ancora la Corte bocciando il welfare del Friuli Venezia Giulia, si escluderebbero «proprio i soggetti più esposti alle condizioni di bisogno e di disagio che un sistema di prestazioni e servizi si propone di superare».

La Corte respinge il ricorso governativo solo in riferimento alla violazione dell’articolo 97 della Costituzione sull’imparzialità della pubblica amministrazione. Un bel voto in ginnastica dentro una bocciatura solenne. Ma la Lega resiste. «Rimaniamo fermi nella nostra convinzione che vadano aiutati prima i cittadini residenti, soprattutto in tempi di crisi - ribadisce Narduzzi - e ribatteremo dal punto di vista giuridico la sentenza della Consulta». Sentenza «che verrà esaminata, forse già martedì in maggioranza, ma la nostra posizione è chiara:
andiamo avanti». Anche perché, conclude il capogruppo del Carroccio, «in altre realtà, vedi Bolzano, disposizioni legislative che introducono previsioni simili non incontrano ostacoli».


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