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Crepaldi, messa di Natale con la scorta

Paura per l’incolumità del vescovo ma lui minimizza: «Non me ne sono accorto»

Il vescovo Giampaolo Crepaldi celebrerà a San Giusto la messa della mezzanotte del 24 dicembre sotto l’occhio attento di due agenti in borghese della Digos con la pistola sotto il giaccone. Due poliziotti pronti a intervenire in ogni circostanza per proteggerlo.

Non si tratta di una vera e propria scorta, ma piuttosto di una presenza assolutamente discreta e tecnicamente ”invisibile” degli agenti che è stata ritenuta necessaria dalla Questura per prevenire situazioni di pericolo per il presule.

Infatti negli ultimi mesi questo tipo di servizio di ”presenza e di protezione” nei confronti del vescovo è stato particolarmente intensificato e ha riguardato praticamente tutti gli incontri pubblici ai quali ha partecipato o che sono stati presieduti da monsignor Crepaldi. Messe, conferenze stampa, dibattiti e anche processioni in città. Gli agenti hanno vigilato e continueranno a farlo soprattutto in questi giorni che precedono il Natale appunto per intervenire in caso di eventuali pericoli.

«Non me ne sono mai accorto», ha risposto ieri Crepaldi riferendosi appunto alla presenza dei due poliziotti armati che lo proteggono. Poi ha puntalizzato: «Sono tranquillo e sereno». E ha aggiunto: «Se c’è qualche figura particolare che ce l’ha con me, anche a questi personaggi il vescovo vuole bene. Queste non sono certo le mie preoccupazioni». Dalla sua segreteria particolare la replica poco prima era stata secca: «Siamo tranqulli su tutto, assolutamente tranquilli».

Ma in via riservata negli ambienti della Curia non si nasconde una certa apprensione per l’incolumità di monsignor Crepaldi durante le messe o le cerimonie pubbliche. Un’apprensione che si concretizza in un evidente atteggiamento prudente.

«Il vescovo - spiega un sacerdote - pur accettando la presenza dei poliziotti durante le messe e le cerimonie, non si preoccupa più di tanto dei pericoli che corre. È una persona serena. Non è certo il tipo. E queste non sono certo faccende che lo impensieriscono». Poi ammette: «Si ha il timore che qualcuno possa fare un atto eclatante proprio contro il vescovo».

Il timore sia all’interno della Curia che in Questura è proprio di qualche azione dimostrativa. Tuttavia recentemente si era anche parlato di minacce anche se la notizia è stata poi smentita. Dunque l’ipotesi più verosimile è quella di un atto come quello che era accaduto nella notte antecedente la Pasqua del 2002 durante la Via Crucis guidata dall’allora vescovo Eugenio Ravignani sul colle di Montuzza. In quell’occasione da un muraglione erano piovute a opera di Pietro Molinari, l’ex commerciante genovese fondatore del partito ”Alleanza Dio e Popolo” una caterva di uova marce. Per questo gesto l’uomo era poi stato condannato.

E in questi giorni che precedono il Natale a giudicare dall’intensificazione dei controlli di sicurezza da parte della Digos per la persona del vescovo è evidente che questa non è certo una eventualità tenuta in secondo piano. E indirettamente lo stesso Crepaldi non la nasconde quando parla di «figure particolari». Di più monsignor Crepaldi non ha voluto dire se non ribadire che «sono tranquillo e sereno».

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