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A palazzo Costanzi la Bora si mette in mostra

La rassegna "LaBORAtorio: il vento di Trieste in mostra", organizzata dall’associazione Museo della Bora in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune e con il contributo della Banca di Cividale, esporrà opere di celebri artisti e una grande varietà di immagini e progetti

TRIESTE Aperta a Palazzo Costanzi, a due passi da piazza Unità a Trieste, la rassegna ”LaBORAtorio: il vento di Trieste in mostra” , organizzata dall’associazione Museo della Bora in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune e con il contributo della Banca di Cividale. È la prima mostra dedicata a questo tema e vuole essere un viaggio nella bora di ieri, di oggi e di... domani, spaziando tra le memorie, le opere di celebri artisti, gli approfondimenti meteo, insieme a una ricca serie di idee, curiosità, immagini e progetti in tema eolico, compreso il generatore eolico Revolutionn'Air, firmato da Philippe Starck (sarà la prima presentazione triestina per questa macchina a vento dall'originale design).

La sezione ”Galleria del vento” introduce al percorso espositivo con una serie di opere dedicate alla bora da celebri artisti triestini. La più antica è rappresentata dal bozzetto di Carlo Wostry di proprietà dei Civici Musei di Storia e Arte. ”La bora in Piazza Unità” è invece protagonista del dipinto che Livio Rosignano ha prestato all'esposizione. Bruno Chersicla espone invece la sua celebre scultura del 1997 dedicata alla bora nell'inconfondibile stile di colore, di incastri e di forme che lo ha reso celebre. In fotografia sarà invece possibile vedere la Bora in bronzo realizzata da Marcello Mascherini per la nave Augustus. Dopo l'arte è il momento della bora di una volta... la ”bora d'annata ”. In questa sezione è protagonista la bora dei ricordi, della memoria, da scoprire e riscoprire attraverso oggetti, foto, cartoline, testimonianze.

Le corde per la bora e i ghiaccini, che tanti triestini ricordano con nostalgia ma che tanti triestini non hanno mai visto. Uno spazio particolare sarà qui dedicato alle foto, alle pubblicazioni, agli articoli, agli oggetti (come i preziosi anemometri d'epoca) della collezione di Silvio Polli , grande studioso dell'argomento, la cui memoria è ancora viva nei triestini. Imperdibili anche le foto di Ugo Borsatti , insieme alle cartoline e alle fotografie della ricca collezione di Lino Felician . Da vedere anche un divertente filmato di repertorio ”La bora ieri e oggi” di Giancarlo Deganutti, messo a disposizione dalla sede Rai del Friuli Venezia Giulia. E oggi, ”Che bora fa?” .

Ci sarà poi spazio per il meteo. Il vento è anche il ”motore” della Barcolana, nonché l'ispiratore di attività fantasiose come la festa delle girandole ”Girandolart” e di una bizzarra raccolta dei venti in scatola e in bottiglia. Dall'archivio del Museo della Bora e del vento sarà possibile scoprire tante curiosità, molti libri sul tema ma anche oggetti come un piccolo mulino da viaggio per caricare il cellulare. E c'è anche il vento artificiale, quello della ”Sfera fluttuante” portata dall'Immaginario Scientifico. E perfino una ”Tromba d'aria”, quella dell'artista Vulcano. E poiché oggi tutti possono essere cineoperatori, alla mostra ci sarà pure una divertente selezione di video sulla bora scaricati da YouTube. Domani la bora diventa... ”Il vento delle nuove idee” .

Questa sezione esplora l'architettura, il design, la creatività dei grandi e... la fantasia dei bambini. C'è spazio anche per l'idea del Museo della Bora e del Vento, con i progetti presentati in questi ultimi anni: il progetto del Museo della Bora per il concorso di idee della Stazione Rogers, i progetti degli allievi della professoressa Lucia Krasovec Lucas al Politecnico di Milano, il progetto di Gian Pietro Rosalen e Riccardo Marangoni, che si sono laureati allo Iuav- Istituto Universitario di Architettura Venezia, con una tesi sul Museo della Bora e del Vento. A proposito di creatività, sarà possibile ascoltare anche il brillante radiocomunicato realizzato dell'agenzia di pubblicità Armando Testa di Torino, una delle più importanti d'Italia.

Di grande interesse storico saranno le ”Eoliche curiosità archeologiche dai Civici Musei di Storia ed Arte” a cura di Marzia Vidulli Torlo, che faranno scoprire ai triestini la prima bitta dei venti del molo Audace e altre curiosità dall'antichità, tra Egitto e Grecia. Inoltre sarà esposto anche il modello di mulino a vento delle saline di Sicciole, prestato dal Museo del Mare.

La mostra sarà infine accompagnata dall'uscita del volume ”LaBORAtorio - Alla scoperta del vento di Trieste” edito per i tipi dell'Editoriale Scienza, una guida didattica alla bora per
piccoli e grandi. A corollario un ricco elenco di eventi collegati, compresa una dimostrazione di strumenti a vento alla Casa della Musica il giorno successivo alla chiusura della mostra. La rassegna rimarrà aperta fino al 12 settembre, tutti i giorni (festivi compresi) con orario 10-13 e 17-20.

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