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Sistiana, un "Portopiccolo" da 245 milioni

Polo turistico con residenze, hotel, 97 posti barca: lo realizzerà il Fondo immobiliare Rilke

TRIESTE. A 18 anni di distanza dal fallimento della Fintour di Quirino Cardarelli, e a 16 dall’acquisto da parte di Carlo Dodi, industriale di Mantova, la Baia di Sistiana passa in gestione veneta e poggia i piedi su un progetto a questo punto certo, e ancor più certi soldi.

Le infinite battaglie politiche, amministrative, giudiziarie, ambientaliste, e perfino etniche, si chiudono dunque di fronte a 245 milioni di euro di capitale, a una gara già indetta per la costruzione del villaggio turistico, fornito anche di società per la commercializzazione delle casette vista mare, quotate tra 5000 e 5500 euro al metro quadrato, che si promettono pronte a fine 2013, con inaugurazione nella primavera successiva.

Dodi ha conferito al fondo la cava e le autorizzazioni per le quali ha combattuto così a lungo. Il progetto (dell’architetto Francesco Luparelli) è sempre quello. Ma la realizzazione del porticciolo nella ex cava, con la costruzione di due borghi, alberghi, 800 parcheggi sotterranei, 5 piscine, 11 bar e ristoranti, 97 posti barca, e 4000 metri quadrati di centro benessere aggrappati sul costone di roccia scavato a gradoni e da lì digradanti, è passata a un fondo immobiliare chiuso, appositamente creato e battezzato «Fondo Rilke» in onore dei luoghi.

È intestato alla Serenissima Sgr, proprietaria della Società autostrade di Brescia, Verona, Vicenza e Padova e concessionaria del tratto Brescia-Padova della A4, ma attiva anche nel settore della logistica e dell’immobiliare. Del management e della commercializzazione si occuperà invece il Gruppo Valdadige spa di Verona, presente ieri a Trieste col direttore generale Carlo Oppici.

Ieri la presentazione ufficiale. La ex cava di Sistiana, polo turistico aperto tutto l’anno, realizzato con soluzioni energetiche naturali (geotermia), ha anche un nome, «Portopiccolo Sistiana», che richiama un omonimo villaggio in Sardegna e ha un logo che nella fusione speculare delle due «P» rimanda alla forma di una bitta.

Ad aprire le presentazioni nell’elegante «loft» della società, costruito sulla costiera con vista sul cantiere che occupa 353 mila metri quadrati di terreno (oggi ancora tutto a tumuli di pietrisco, in un «look» ancora lunare), c’era Cesare Bulfon, l’ormai storico luogotenente di Dodi, da anni sul fronte. «Trasformare qualcosa di devastato dall’uomo in un luogo dove gli uomini possano trovare serenità» è stato lo slogan che Bulfon ha offerto, poco prima che partisse un filmato «emozionale» sulle indubbiamente incantevoli doti di questa costa fin qui negata all’uso.

Tre sindaci si sono «mangiata» la baia, da Depangher a Vocci e a Ret, quest’ultimo il solo a raccogliere i frutti, felice dell’esito, e del fatto che Sistiana sia un «bene ambientale» per tutti. Per la presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, «vinta la sfida: riqualificare senza offendere la naturalità del luogo, che potrà anche meglio integrare lingue e persone diverse del territorio».

Per il sindaco Dipiazza: «Ci sono voluti 30 anni, a Trieste è il tempo normale, dunque ora è la volta buona». Renzo Tondo, presidente della Regione: «Le idee camminano sulle gambe dell’uomo, la perseveranza ha vinto, il sindaco Ret ha saputo interpretare la parte migliore delle istituzioni. Sistiana, così come il progetto dei porti di Unicredit sono le due cose che proiettano il Friuli Venezia Giulia sullo scenario internazionale».

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