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Un vigneto in Friuli Venezia Giulia:
è il sogno di Gerard Depardieu

Depardieu con il vicepresidente Ciriani

Gerard Depardieu vorrebbe trovare un vigneto in Friuli Venezia Giulia, "così, con due o tre amici". Il grande attore francese, testimonial dei vini bianchi del Fvg, a Verona confessa di volersi dedicare "solo al meglio, come il prosciutto di San Daniele e il frico. Il peggio lo lascio perdere"

VERONA. Gerard Depardieu sogna "un piccolo vigneto in Friuli Venezia Giulia, così, con due o tre amici", una sorta di 'buen retirò in un angolo di quella Italia che per lui è "un paese dei miracoli, dove c'è il peggio e il meglio del mondo". "Io - dice al Vinitaly, a Verona, nello stand del Friuli Venezia Giulia in qualità di testimonial profumatamente pagato dalla Regione, mentre continua a esaltare il prosciutto di San Daniele e il frico - sono interessato al meglio: il peggio lo lascio ...

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VERONA. Gerard Depardieu sogna "un piccolo vigneto in Friuli Venezia Giulia, così, con due o tre amici", una sorta di 'buen retirò in un angolo di quella Italia che per lui è "un paese dei miracoli, dove c'è il peggio e il meglio del mondo". "Io - dice al Vinitaly, a Verona, nello stand del Friuli Venezia Giulia in qualità di testimonial profumatamente pagato dalla Regione, mentre continua a esaltare il prosciutto di San Daniele e il frico - sono interessato al meglio: il peggio lo lascio perdere".

E nell'indicare le cose migliori dell'Italia, Depardieu non esita. "Gli italiani - spiega - la gente. Come la gente si preoccupa degli altri, della terra, come rispetta la natura". E il suo "piccolo vigneto in Fvg?". "È un progetto. Vedremo. Mi piacerebbe". L'attore francese, produttore di grandi vini nella sua Francia e conosciuto in tutto il mondo come raffinato gourmet, coltiva già un vigneto sull'isola di Pantelleria, a Monastero, dove produce Zibibbo e Passito.

Per Depardieu, «conta l'energia che c'è in Friuli Venezia Giulia e nella sua gente, una piccola grande regione: piccola per le dimensioni - racconta nello stand realizzato dalla Turismo FVG - grande per gli uomini che la abitano e i prodotti che offre, come il legno che la regione ha scelto per costruire il suo stand, caldo e chiaro".

Al Vinitaly l'attore francese parla senza remore del grande amore che nutre per tutte le regioni del Belpaese. "Mi piace portare a casa i piccoli tesori della gastronomia di ogni regione d' Italia - racconta - per poter poi preparare nuovi piatti".

Anche con il frico? "Non lo conoscevo - confessa - e mi ha molto impressionato. Lo useremo per fare un piatto - anticipa rivolgendosi al suo amico chef Lorenzo Audiot, del 'La Fontaine Gaillon' de Paris, e al vicepresidente del Fvg, Luca Ciriani - magari con gli asparagi, olio di oliva, un pezzo di polenta alla griglia... e basta".

Per l'attore francese Gerard Depardieu, è il Collio Bianco 2009 'Zuani', dell'azienda di Patrizia Felluga di San Floriano del Collio (Gorizia), il Top White Wine del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly 2010. Depardieu l'ha scelto al termine di una degustazione "alla cieca", cioè con le etichette delle bottiglie coperte, che ha fatto oggi nello stand del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly.

"La cosa più bella di questi vini - ha detto Depardieu - è che sono fatti rispettando la natura. E' difficile scegliere. Ognuno di questi bicchieri è come una bellissima donna: è difficile scegliere".

Un vino friulano ti ha mai aiutato a sedurre una donna, gli ha chiesto poco dopo una fan mentre l'attore lasciava il Vinitaly in un autentico bagno di folla. "Certo che si, tante volte. Non vedi che sono pieno di donne", ha risposto indicando le ragazze che lo circondavano.

Zuani è un uvaggio che prende il nome da quello della collina dove si trovano i vigneti dove nasce. E' composto da Friulano, Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio, "ma - spiega Patrizia Felluga - gli ingredienti veri sono la terra, il clima, la passione, l'amore, la forza, le persone del territorio che lo produce. Poi ciascun vignaiolo mette la sua sensibilità e questo fa sì che la nostra Doc diventi grande e apprezzata nel mondo, anche senza leggere l'etichetta".